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Alex Jones: l'americano che parla parmigiano

03 aprile 2012, 22:04

Alex Jones: l'americano che parla parmigiano

Roberta Vinci

Un americano di Parma o un parmigiano d’America: difficile, anche per gli amici più stretti, apostrofare Alex Jones. Quarantunenne originario di Atlanta che vive a Parma da 12 anni.
«Mi sento parmigiano, amo la mia città natale, ma Parma mi ha rubato il cuore», ammette in un italiano perfetto, colorato dalla cadenza statunitense. Le coincidenze e i sogni sono il fili conduttori della sua vita alimentati da «una passione sfrenata per il teatro, le lingue e i dialetti».
Alex fa l’interprete di professione. E’ partito da Atlanta per seguire uno stage a Londra e qui il destino gli ha fatto incontrare la donna che di lì a poco è diventata sua moglie.
Lei di origini pugliesi, ma parmigiana acquisita da anni, si trovava nella capitale inglese per imparare la lingua.
«All’inizio è stato un po' complicato gestire il rapporto. Ci siamo sposati ad Atlanta e poi abbiamo deciso di trasferirci a Parma», racconta Alex, oggi papà di due bambini. Oltre a fare l’interprete tiene corsi di lingua inglese per le aziende e dallo scorso anno insegna in una scuola privata fondata con sua moglie nella provincia parmigiana.
«Resto affascinato dalle parole, che a seconda della lingua in cui vengono usate, assumono connotazioni e significati differenti».
Sorriso contagioso e occhi che brillano riassumono il modo con cui Alex Jones prende la vita.
Innamorato di Parma e della sua gente azzarda esclamazioni in dialetto senza paura delle risate scaturite dalla sua inflessione «spudoratamente» americana.
«Approfondire il mio italiano in questa mia seconda casa è interessante, ma credo che aver imparato a mettere l’articolo davanti ai nomi propri di persona non sia esattamente corretto - scoppia in una risata -. L’altro mio problema sono le doppie. Diciamo che devo migliorare».
La verità è che Alex oltre a essere meticoloso è uno modesto in quanto il suo italiano sfiora i limiti della perfezione.
Dal 2003 fa parte dei «Sognambuli», la compagnia teatrale che rivisita le fiabe per bambini in maniera ironica e originale.
Alla domanda se cambierebbe città, esclama «Second tì - trattenere la risata è impossibile -. Arrivo da una città con 3 milioni di abitanti, girare in bici, vivere la mia famiglia in un contesto così raccolto e accogliente è stupendo».
 

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