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Economia

Rodolfi si rinnova. E investe

21 luglio 2012, 01:33

Rodolfi si rinnova. E investe

di Lorenzo Centenari

Si firma Rodolfi, si legge Rodolfi Mansueto Spa. Una delle industrie patriarche dell’agroalimentare parmense come quella di Ozzano Taro svecchia la propria immagine e nasconde il nome di battesimo del suo fondatore, sempre comunque presente nella ragione sociale. Scompare così nel logo la scritta Mansueto, appaiono la data di costituzione (1896, nessun altro nei dintorni ha tanta esperienza nel trattamento dell’«oro rosso») e un accattivante payoff: «Pomodoro a Parma». Slogan semplice quanto efficace nel sottolineare il rapporto diretto che da decenni l’impresa stabilisce con i conferenti: la materia prima lavorata negli stabilimenti di Ozzano e Castelguelfo è infatti raccolta nei campi delle province di Parma, Piacenza e Mantova. 
Mai al di fuori, in ogni caso, dalla Pianura Padana. Filiera a chilometro zero per un’attività a emissioni zero, o quasi: risale allo scorso anno la posa di un maxi impianto fotovoltaico sulla copertura dei due nuovi magazzini di stoccaggio, investimento da 3,5 milioni di euro che restituisce una potenza di un MWh. Già, tra i meriti di cui possono fregiarsi i discendenti di Mansueto figura anche una lunga lista (7) di certificazioni tra ambientali, di qualità e sicurezza alimentare. E’ inoltre in corso l’iter per il conseguimento della Certificazione Etica SA 8000. 
Ma il restyling al quale Rodolfi si sottopone interessa l’intera offerta di prodotto, sia quella destinata al canale retail come Ortolina, sia la linea per la ristorazione della quale fanno parte i marchi storici Ardita e Alpino. «In una fase critica per l’industria nazionale - afferma il vicepresidente Aldo Rodolfi - la proprietà ha scelto di investire e innovare. Il ringiovanimento del logo e della nostra intera gamma di derivati del pomodoro volge in funzione di un’espansione del marchio verso le regioni del Paese dove esso è meno conosciuto ma anche in direzione dei mercati esteri, in Europa così come oltreoceano». Che Rodolfi venda all’estero da tempo, dopotutto non è un mistero: clienti dal Giappone e dagli Stati Uniti, mentre trattative per allacciare altri rapporti internazionali sono in corso. 
La nuova veste grafica di Ortolina e compagnia comincia proprio in questi giorni a popolare gli scaffali dei supermercati: entro settembre il passaggio dal vecchio al nuovo packaging, più brillante pur senza rinnegare la tradizione, sarà completato. L’inaugurazione del nuovo sito che Barilla ha costruito per la propria linea di sughi ha sottratto a Rodolfi una commessa storica. Tuttavia la direzione ha già adottato le necessarie contromisure: «Aumenterà progressivamente - spiega Aldo Rodolfi - la quota di prodotti a nostro marchio. Il pomodoro lavorato cresce costantemente e le linee produttive saranno presto riutilizzate anche a marchio di terzi. L’alta occupazione che l’azienda è in grado di garantire, 85 dipendenti a tempo indeterminato più 260 stagionali nel periodo di campagna, resta insomma uno dei fiori all’occhiello dell’intera economia del territorio».

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