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I commercianti: "Bene il mercato di Ferragosto"

20 agosto 2012, 01:37

I commercianti:

Mercato di Ferragosto: alcuni commercianti dicono la loro e, a dispetto della delusione manifestata dal rappresentante degli ambulanti, si dicono soddisfatti. Quei negozianti che hanno richiesto all’amministrazione la deroga al divieto di svolgimento di mercati su area pubblica per la giornata di Ferragosto, come Guglielmo Martinelli e Tiziana Longari, che hanno rispettivamente un negozio di tappezzerie e un negozio di intimo, rivendicano un mercato riuscito, nonostante le tante bancarelle mancanti e le serrande abbassate.

«Abbiamo raccolto decine di firme fra ambulanti e negozianti, per chiedere il mercato a Ferragosto, e per quanto ci riguarda è andato bene, come un qualsiasi altro mercoledì di mercato - spiegano -. Certo, qualcuno fra i mercanti e i commercianti mancava, ma il servizio a cittadini e turisti è stato reso ugualmente». «Io ho avuto pieno tutta la mattina, al punto che non sono riuscita a mettere il naso fuori – spiega Claudia Pavarani della salumeria Ghiretti -. Com’è andata agli ambulanti non lo so, ma io sono più che soddisfatta dall'iniziativa».
«Non ha senso remare in questo modo contro la Ghiaia e parlare di disastro, il mercato è andato bene e di gente ce n’era – sbotta Martinelli -. Se Quintavalla (Roberto, rappresentante degli ambulanti, ndr.) non vuole venire a fare il mercato qui, ma preferisce andare altrove, nessuno lo obbliga a venire; ma non è così che si fa ripartire la piazza. E ci terrei a ringraziare il sindaco Federico Pizzarotti e l’assessore al Commercio, Cristiano Casa, che hanno concesso la deroga».
 Uno sfogo, quello dei commercianti che mercoledì hanno alzato la serranda nonostante il giorno di festa. «Ci disturba che vengano dette queste cose – aggiunge Tiziana Longari -. Siamo stati noi a metterci in moto per organizzare il mercato, quando invece magari sarebbe stato compito di altri. E  se qualcuno non ha venduto tanto non bisogna generalizzare, perché c’è chi è rimasto più che contento. Abbiamo offerto un’alternativa ai parmigiani rimasti in città e ai tanti turisti (a un certo punto c’era addirittura una comitiva di giapponesi), e, visti anche i molti musei chiusi, credo sia stato più che opportuno». M.P.
 

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