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Yes we book - "La fame": un pericoloso intreccio fra sesso, tragedie e sentimenti nella vita di una giovane cresciuta troppo in fretta

24 ottobre 2012, 20:35

Yes we book -

Andrea Violi

Una ragazza viene trovata senza vita in un'auto, di notte, in un parcheggio deserto. L'uomo che la trova - ma non per caso - è sotto shock e sviene. Poi inizia il racconto di una ragazza, una ballerina di lap dance che si esibisce un po' per scelta e un po' perché «anche io ho un affitto da pagare». Sì, è la ragazza che avrà il destino crudele che le riservano le pagine iniziali de «La fame», l'ultimo romanzo dell'autrice modenese Eliselle (Reggio Emilia, Miraviglia editore).
Il racconto scorre veloce, con numerose scene di vita che si susseguono capitolo dopo capitolo. Una narrazione di tipo cinematografico: subito l'epilogo della storia, poi il flash-back per scoprire cosa si cela dietro quella donna senza vita. E il finale un po' a sorpresa, che rivelerà aspetti nascosti di alcuni personaggi.
Quali? Quelli che la giovane incontra nella sua non facile vita. È solo una ragazza: non si sa il nome, né la città in cui vive. Potrebbe essere qualunque città. E “qualunque” ragazza. Si esibisce e all'occorrenza si prostituisce: comincia un po' per sfuggire ai demoni che la tormentano e un po' per scelta, lei che a 15 anni la chiamavano “chiappe d'oro” e ha imparato presto che per sfuggire all'assopita vita di provincia poteva usare le sue «doti» naturali. In realtà entra in un vortice da cui non può sfuggire, in cui si ritrova prostituta e incontra personaggi inquietanti e a tratti pericolosi.
Una citazione: «Sono un fiore nero. Un'adorabile stronza. Ho una faccia d'angelo e per questo la gente s'inganna. Una faccia d'angelo e un corpo da favola. Tutto quello che mi basta per vivere».
Lei si considera indipendente e forte, cerca di mostrarsi invulnerabile di fronte a certe scene squallide del suo ambiente. Ma fra di esse scoprirà l'amore - anche se lei non vuole chiamarlo così - e scoprirà quanto cocenti possono essere le delusioni di questo genere.
Il romanzo di Eliselle si colloca nel “noir” ma pare strizzare l'occhio al genere erotico. La protagonista parla di sé, descrive le sue giornate e le sue nottate a feste di ricchi o nei locali di lap dance: è finzione ma nel contempo è tutto possibile, perché la vita della giovane è frutto di un lavoro di indagine «sul campo» realizzato dall'autrice. In questo romanzo la figura femminile è molto complessa e ricca di sfaccettature. Gli uomini ne escono invece con le ossa rotte: alcuni sono crudeli, altri ossessivi, altri indecisi sulle scelte importanti della loro vita.
«La fame» si può leggere in una sera. Si può amare oppure odiare. Ma, specie nel finale, fa emergere qualche riflessione.

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