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Parma

I parrucchieri dichiarano guerra agli abusivi

01 novembre 2012, 19:37

I parrucchieri dichiarano guerra agli abusivi

 Nicole Fouquè

 «Giocano con la tua pelle e con  i tuoi capelli, mettono a rischio la tua salute». In poche parole, parrucchieri ed estetisti abusivi. 
Campagna di sensibilizzazione
Questo è il grido d’allarme lanciato dalle associazioni Confartigianato, Cna e Gruppo Imprese Artigiane, attraverso una campagna di sensibilizzazione rivolta alla città e alla provincia. Una piaga sociale, quella che viene denunciata, che sta vivendo un periodo di forte espansione e che nella crisi economica attuale trova le basi per diffondersi a macchia d’olio. 
Il settore dell’estetica (parrucchieri e saloni di bellezza) sembra essere quello più colpito, come testimoniano gli stessi operatori che sempre più spesso si rivolgono alle associazioni di categoria cercando aiuto e sostegno per una situazione in caduta libera. 
Il sottobosco dell'abusivismo
Se tra la città e la provincia gli imprenditori regolarmente iscritti sono circa 900 (di cui circa 500 iscritti a Cna e Confartigianato), si pensa che il sottobosco dell'abusivismo sia indicativamente della stessa portata. Una problematica che non riguarda solamente chi lavora nel settore: la campagna infatti vuole rendere noti i rischi a cui i clienti possono andare incontro rivolgendosi a operatori «non esperti». 
I parrucchieri «fai da te»
Dai semplici pruriti cutanei derivanti da prodotti utilizzati dai parrucchieri «fai da te», fino alle vere e proprie allergie causate dagli unguenti applicati dai tanti massaggiatori improvvisati: epatiti virali, scabbia, micosi sono solo alcune delle patologie che si possono trasmettere con l’uso di attrezzature da lavoro (aghi, lime, forbici, ecc.) non correttamente sterilizzati. Anche gli acidi utilizzati per le tinture o per la ricostruzione delle unghie possono rivelarsi particolarmente dannosi per la salute dei clienti capitati nelle mani sbagliate.
Rivolgersi a professionisti 
Rivolgersi a professionisti, quindi, è la raccomandazione che è necessario tenere sempre presente, per salvaguardare la propria salute. Come sottolinea Manuela Pollari, responsabile del progetto per Confartigianato Apla: «Gli imprenditori del settore - spiega - sempre più spesso si rivolgono a noi riportandoci segnalazioni ed episodi di abusivismo che danneggiano l’immagine di qualità e serietà che le proprie attività portano avanti da anni. Incappare in centri ambigui o in parrucchieri domestici è sempre più facile anche per l’aspetto economico che ne consegue, ma bisogna aprire gli occhi e fidarsi e affidarsi a chi con professionalità si prende cura del settore estetico». 
La sensibilizzazione
La campagna di sensibilizzazione, partita un anno fa su richiesta della precedente amministrazione comunale, vuole combattere l’illegalità diffusa sul territorio attraverso un vero e proprio vademecum che descrive come riconoscere un abusivo e come segnalarlo agli organi competenti. 
«Fare leva sul senso civico»
«Vogliamo fare leva sul senso civico di ogni cittadino, che in questo modo diventerà parte attiva nella lotta all’abusivismo - aggiunge Chiara Minetti, responsabile del progetto per il Gruppo Imprese Artigiane -. Attraverso la mail 
abusivi.pr@gmail.com si potrà segnalare un’attività dubbia o un operatore che porta avanti la sua attività senza averne i diritti e i requisiti necessari. Una volta visionate le mail, si procede al controllo attraverso gli enti preposti, come Ausl e il Comune». 
Telecamere nascoste
È indubbiamente molto facile farsi attrarre da prestazioni a buon mercato che garantisco la stessa messa in piega, la stessa ceretta o la stessa colorazione, però a costi decisamente più contenuti. Ma è indubbio che non si può pretendere la stessa serietà e professionalità se questi servizi vengono svolti in abitazioni private o in centri dal dubbio fine.
«Circa un anno fa - prosegue Giulia Ghiretti, responsabile per la Cna - abbiamo fatto un sopralluogo mirato in un centro massaggi già precedentemente segnalatoci e, con l’aiuto di una telecamera nascosta e di una persona che si è finta cliente, abbiamo scoperto che vi erano varie tipologie di massaggi e di servizi che venivano proposti alla clientela. Successivamente ci siamo rivolti alla polizia e agli organi competenti, affinché portassero avanti le indagini. Ogni giorno ricevo telefonate e segnalazioni dai nostri associati che si lamentano per i continui disagi causati da queste figure non professionali». 
«Rubare» la clientela
 Tracciare un identikit del perfetto abusivo è sempre più difficile, spiegano in coro le associazioni di categoria. Orientali, europei o nordafricani: non vi è distinzione. Ultimamente sempre più spesso capita che dipendenti di saloni estetici o di parrucchieri si licenzino per lavorare in proprio a casa portando con sé gran parte dei clienti. «Questo fenomeno del rubare la clientela capita in particolar modo nei paesi - prosegue Giulia Ghiretti -: ex dipendenti lasciati a casa per la crisi o per motivi generici contattano i clienti, che fino al giorno prima incontravano in negozio, e si propongono di svolgere per loro le stesse prestazioni, però a costi più vantaggiosi».
 

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