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Arte-Cultura

E' ancora dolce lo Stilnovo con le poesie di Casto

14 novembre 2012, 20:51

Saerà il poeta parmigiano Alessandro Casto a chiudere la rassegna "Parliamo di parole" alla libreria Ubik di piazza Ghiaia. Venerdì 16 novembre alle 18.30, con relatrice la professoressa Isa Guastalla, presenterà la silloge "Tutto vorrei capir, tutti aiutar". 

La silloge nasce nel corso di quasi cinque anni di lavoro e può essere considerato un “diario” dell’autore. Tutto ciò che lo colpisce e che fa scattare la scintilla poetica viene tradotto in versi, ispirati per lo più allo Stilnovo. Si parla, dunque, di donne, di società, di vizi, di costume. Ci sono dichiarazioni d’amore, considerazioni filosofiche, osservazioni sul mondo.  Lo stile è il più possibile composto, aulico, metricamente ricercato.  Numerosi sono i sonetti, il componimento prediletto dell’autore.  All’inizio alcune poesie cantano una donna amata, alla quale vengono dedicati in seguito anche componimenti più melanconici per un amore che sembra non essere ricambiato. L'autore, dopo l’abbandono definitivo della musa, si guarda intorno, osserva, fustiga i costumi fino ad incontrare un’altra donna, accanto alla quale ritrova la gioia di vivere e l’ispirazione poetica più ardente e alla quale dedica nuovi componimenti d’amore.  L’ultima poesia, il cui ultimo verso dà il titolo alla silloge, è una presentazione dell’autore, curiosa “firma” posta a conclusione della raccolta. 

Alessandro Casto è nato a Parma il 19 maggio 1974. Laurea  in Matematica. è un salesiano Cooperatore e insegna Matematica e Scienze in una scuola media di Parma, dove ricopre anche il ruolo di educatore.  E' stato per sedici anni membro di una delle pochissime cappelle musicali italiane che si occupano di musica rinascimentale e barocca.  Decine i concerti in Italia e all’estero tenuti con la stessa. Ha cominciato a scrivere poesie all'età di 14 anni e ha già pubblicato “Il lavoro di tre lustri” (Solid, 2002), il “Libro dei mesi” (Carello Editore -2 edizioni) e alcune sue poesie compaiono in “L’Antologia, testi poetici commentati a fini didattici” con la critica di Tina Piccolo. 
Con la silloge “Tutto vorrei capir, tutti aiutare” prosegue il lavoro iniziato con  "Del mio modo di veder le cose”.