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Parma

Dall'errore giudiziario alla riabilitazione

15 novembre 2012, 13:02

Dall'errore giudiziario alla riabilitazione

 Da qualche giorno Angelo Spinelli staziona davanti all'ingresso della «Gazzetta», in segno di protesta. Spinelli, prima condannato e poi assolto in via definitiva, è ancora in attesa del risarcimento di 57 mila euro che gli ha concesso la Corte d'appello di Bologna lo scorso gennaio.

La storia comincia nel 2003, quando Spinelli viene arrestato con l'accusa di aver ucciso, con Giovanni Manzini, Karl Friedrick Benzinger. L'omicidio, compiuto a Neu Isemburg, in Germania, risale al 1985.
Nel luglio 2008, Spinelli viene condannato in primo grado a 24 anni. Sentenza ribaltata in appello il 10 febbraio 2010: assolti sia Spinelli che Manzini. Nuova tappa il 9 marzo 2010: la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della procura contro la sentenza d'appello. «La fine di un incubo», dichiarano i due (ex) imputati parmigiani quando ricevono la telefonata da Roma degli avvocati. La sentenza della Cassazione rappresenta  infatti la loro definitiva assoluzione. 
Nell'agosto 2011 parte la richiesta di indennizzo per ingiusta detenzione, per i danni fisici e patrimoniali subiti. Prima di essere completamente scagionato, infatti, Spinelli è stato in carcere, in custodia cautelare, per quasi undici mesi (da gennaio a dicembre del 2003). Gli avvocati di Spinelli chiedono un indennizzo di 293.989 euro. La decisione arriva il 18 gennaio 2012: la Corte d'appello di Bologna concede 57.186 euro di risarcimento, riconoscendo (come si legge nella sentenza) «il danno in parte insanabile arrecato» e mettendo anche in rilievo la «maggior sofferenza derivante dall'esecuzione della pena nei confronti di persona incensurata».
Dieci mesi dopo, Spinelli aspetta ancora il risarcimento. E urla la sua innocenza, la drammatica vicenda subita, l'interminabile attesa.