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Provincia-Emilia

Fornovo, intitolata al professor Guerci l'Aula magna dell'Itsos Gadda

09 dicembre 2012, 00:37

Fornovo, intitolata al professor Guerci l'Aula magna dell'Itsos Gadda

 Donatella Canali

L’umanità, la competenza, l’impegno appassionato per la scuola. 
I valori che hanno caratterizzato la vita e la carriera del professor Roberto Guerci, al quale è stata dedicata l’aula Magna dell’Istituto Gadda sono emersi, evidenti, insieme all’affetto e alla stima nei suoi confronti, nel corso della cerimonia di intitolazione, organizzata nei giorni scorsi dall’istituto fornovese. 
Tante testimonianze di dirigenti, insegnanti, ex alunni, hanno fatto comprendere quale patrimonio culturale e umano il professore abbia lasciato in eredità. 
A tenere vivo il suo ricordo, come ha annunciato la figlia Sonia, saranno anche le borse di studio, istituite in suo nome, che saranno destinate a favore di studenti meritevoli.
 Per l’occasione al Gadda si sono riuniti, oltre ai docenti, assistenti e tecnici di laboratorio ancora in servizio, gli ex colleghi Botti, Rosi, Giubellini, Sartori, Siliprandi, Campanini, Greci, Patera, Medioli, Rossi, Bigliardi, Brugnoli, Belloli, Gasparini, Galli, Alinovi e Corradi. 
Il professor Enrico Chierici  ha scritto una dedica all’amico e collega: frasi che, meglio di qualunque biografia, ne custodiranno la memoria ed il valore. 
«Signori Guerci, cara Maria, cara Sonia dobbiamo a Roberto questo incontro. Questa targa che scopriremo gliela deve la scuola, la scuola dove molti di noi lavorano e hanno lavorato, dove lo abbiamo conosciuto, dove abbiamo riso, imparato, vissuto insieme». 
«Roberto è per la scuola quello che il muratore è per il muro che costruisce: che gli dà forma e solidità, mentre cresce mattone su mattone, con la giusta quantità di cemento, qualche colpo di qua per tenere a piombo, l’aggiunta di una scaglia per tenere dritto, l’amore e l’attenzione per farlo bello». 
«Roberto è per la scuola quello che il falegname è per il tavolo che costruisce: sceglie il legno più adatto, lo lascia stagionare senza fretta, lo sgrezza e gli toglie le asperità. Quindi pensa agli incastri, immagina la forma, misura la dimensione, altezza, larghezza, perché sia funzionale. E l’amore e l’attenzione per farlo bello. Roberto è per la scuola quello che l’imbianchino è per la parete che colora: che la prepara e l’aggiusta, la stucca, le dà il tempo d’asciugare, la liscia. Sceglie il colore più adatto e con pazienza lo stende, più volte se necessario, tornando sulle parti più difficili, non dimenticando gli angoli nascosti, andandoli a cercare. E con l’amore e l’attenzione per farla bella. Roberto così fa scuola, così ti è amico: con la forza e la tenacia pratica del muratore; con l’abilità gentile del falegname; con la cura e la precisione dell’imbianchino. Così costruisce la scuola, le sue lezioni, la nostra amicizia. 
«Questa targa, questo incontro credo vogliano ricordare tutto ciò. E, se Roberto è lontano, ci aiutano Francois de La Rochefoucault e Domenico Modugno quando uno scrive e l’altro canta che «come il vento spegne le candele e alimenta gli incendi, la lontananza spegne i piccoli amori, ma accresce il ricordo e le forti passioni».