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Arte-Cultura

Le donne che hanno fatto grande Parma

07 gennaio 2013, 00:59

Le donne che hanno fatto grande Parma

Storie di vita, di donne; vicende umane che hanno scritto intere pagine della memoria di Parma e a cui oggi, finalmente, viene riconosciuto il giusto valore. E’ con questo spirito che la Provincia di Parma, con il contributo della Fondazione Cariparma, ha voluto realizzare il «Dizionario biografico delle Parmigiane»: un’enciclopedia dedicata a tutte quelle donne che hanno lasciato un segno tangibile nella storia della città.
 Dalla Duchessa Maria Luigia a Mirka Polizzi, da Beata Maria Adorni a Renata Tebaldi. Ma anche donne comuni, contadine, infermiere, maestre, levatrici, sportive che hanno lasciato tracce significative del loro passaggio nella politica, nel sociale, nell’economia, nella cultura del nostro territorio. La curatrice dell’opera è Fabrizia Dalcò, che per quasi due anni ha svolto un accurato e paziente lavoro di ricerca, tra dizionari e fonti d’archivio, coinvolgendo tutto il territorio: non solo enti ed istituzioni, ma anche figli, nipoti e conoscenti di quelle parmigiane, più o meno famose a cui dobbiamo un pezzo di storia della città. «Il dizionario - spiega Dalcò - nasce dalla consapevolezza che, da qualche decennio, la storia è diventata più ricca ed è accaduto perché si è cominciato ad indagare, ritrovare e a dare memoria del ruolo avuto dalle donne: ci si è resi conto che anche le donne fanno la storia (insieme agli uomini) e ne sono protagoniste di pari dignità».
 Il volume - che sarà presentato mercoledì 9 gennaio alle 16.30 all’Auditorium del Carmine - racconta la vita di 1530 donne, nate a Parma, o nel Parmense o comunque vissute qui per lungo tempo, dal periodo imperiale romano - attorno al I secolo dopo Cristo - fino ai giorni nostri. Non un semplice elenco di biografie, come sottolinea il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli nella nota introduttiva al testo, «Ma la registrazione di tante storie di vita. Un dialogo ideale con fatti e persone che hanno contribuito a dare identità alla città e al territorio, con quella differenza di genere che assegna alle donne una speciale capacità nel riconoscere e raccogliere il senso del vivere, capacità che finalmente si comincia a condividere come un elemento che migliora la società». Una ricerca storica preziosa che va a colmare una lacuna della bibliografia territoriale, in cui i dizionari sono prevalentemente declinati al maschile.
Grazie alla collaborazione della Casa della Musica, del Museo Glauco Lombardi, della Galleria Nazionale, del Comune di Fontanellato e delle tante famiglie coinvolte, il volume è arricchito poi da un’ampia sezione fotografica.
«Troverete la Regina di Spagna - anticipa l’assessore provinciale Marcella Saccani -, Barbara Sanseverino, le meravigliose cuoche della Bassa, la cestaia della Ghiaia, le bustaie dello sciopero del 1907, le partigiane, le sarte. Farete la scoperta di storie ricche ed emblematiche di laiche e religiose che ci ricordano, con la loro vita, come si può fare la storia». 

 

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