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Economia

Il testamento olografo è valido, ma il notaio elimina complicazioni

05 febbraio 2013, 21:22

Il testamento olografo è valido, ma il notaio elimina complicazioni

Una mia zia mi ha fatto vedere il suo testamento, con il quale nomina eredi me e mio fratello. E’ un foglietto scritto da lei. Non ci sono timbri e non è stato depositato da un Notaio. E’ sufficiente? E’ valido o serve qualcosa di più ufficiale?
B.T. Parma

A CURA DEL CONSIGLIO NOTARILE DI PARMA
Abituati come siamo all’importanza della forma, ai timbri e alle registrazioni, facciamo fatica ad accettare l’operatività di un documento per il quale i requisiti formali sono pochissimi.
Il Legislatore ha scelto, per quanto riguarda il testamento, di agevolare il più possibile chi desidera disporre dei suoi beni. Certo, con qualche possibile inconveniente: l’assenza di controlli preventivi in ordine alla capacità di chi redige il testamento, la mancanza di adeguamento tecnico della volontà alle norme del nostro ordinamento, la non sempre sicura riferibilità del documento al suo autore hanno creato non pochi problemi, sfociando talora in contenziosi di lunga durata.
A questo si può ovviare redigendo il testamento in forma pubblica, con l’intervento del Notaio e alla presenza di due testimoni. Indispensabile quando l’interessato non sappia o non possa scrivere. Consigliabile, specie se le disposizioni sono complesse o articolate. Ma, nel rispetto dei pochi requisiti formali richiesti, il testamento olografo è pienamente valido.
La forma Il testamento olografo deve essere scritto interamente di proprio pugno, deve essere datato e firmato. Non va scritto a macchina o con il computer. Non può essere scritto da altri e soltanto firmato. Non è ammesso il testamento congiuntivo, dove marito e moglie scrivono insieme le proprie volontà.
E’ fortemente inopportuno che sia scritto in stampatello. Non è necessario un foglio bollato, basta un foglio qualsiasi. Non servono frasi particolari (“nel pieno possesso delle mie facoltà mentali” è la più usata, ma non è necessaria), piuttosto è opportuno iniziare con “revoco ogni mio precedente testamento” per evitare problemi di compatibilità con eventuali testamenti precedenti.
Il contenuto Il problema del testamento olografo è che è un atto con valore giuridico scritto quasi sempre da chi giurista non è. Per questo il consiglio del Notaio, e la verifica da parte del Notaio del contenuto, è molto importante, al fine di evitare sbagli che possono causare la nullità o l’annullabilità della disposizione.
Gli errori più frequenti sono il fedecommesso (“lascio a mia moglie e dopo di lei a mio fratello”), la diseredazione o il mancato rispetto delle quote di legittima (che per essere operanti avranno bisogno dell’approvazione, dopo la morte, dei legittimari) e, ancor più di frequente, la poca chiarezza delle testo.
E’ necessario individuare con precisione i destinatari delle disposizioni (specie quando si tratta di enti o associazioni), descrivere in modo chiaro e univoco l’oggetto. E non ci si dimentichi di chiudere le disposizioni individuando “l’erede”, colui cioè al quale spetta tutto ciò che nel testamento non sia stato indicato. Ragioni di conservazione e di rintracciabilità consigliano di consegnare al Notaio il testamento. E’ opportuno con il testatore in vita, necessario, per la pubblicazione, dopo il decesso.

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