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Parma

"Maddalena, ladra per amore della madre"

18 febbraio 2013, 00:30

La pelliccia che l''incornicia nella foto segnaletica? «Usata, vecchia e rovinata». Come la Fiat Punto crivellata dalla ruggine con la quale  Maddalena Paolillo andava in giro. «Fino a un paio di mesi fa, quando è stata sostituita da un'auto di terza mano pagata 1.300 euro». A parlare è Rino Ramploud, da 23 anni compagno della donna arrestata il 6 febbraio con l'accusa di aver fatto sparire nel corso degli ultimi sei anni 300 mila euro dalle casse del Teatro Regio. Furti che la responsabile del servizio di cancelleria del Regio avrebbe commesso «solo per la madre, senza far nulla per arricchirsi o migliorare il proprio tenore di vita». Ramploud lo mette nero su bianco, in una lettera alla Gazzetta, sottolineando come in questi giorni gli sia «crollato il mondo addosso», proprio perché in tutto questo tempo mai s'è accorto di niente, «visto che il suo stile di vita non era cambiato neanche di una virgola, compreso quello che facevamo solitamente insieme». No, i soldi intascati con le falsificazioni delle spese, sarebbero serviti per pagare «in modo più che generoso la badante, far sì che anche lei continuasse ad accudire la mamma di Maddalena durante le vacanze, oltre a sostenere le spese per le migliori cure». Difficile riuscirci con i 500 euro al mese dello stipendio percepiti in Fondazione.
«Non voglio trovare giustificazioni - prosegue l'uomo che è uno dei pochi a poter incontrare la 57enne ora agli arresti domiciliari - anche se quello che ha fatto è stato esclusivamente per la madre, ed è giusto che paghi, ma quello che mi lascia l'amaro in bocca è stato questo massacro alla persona che l'ha fatta precipitare in uno stato psicologico ai minimi livelli con momenti vicini alla soglia del suicidio, prima con la conferenza dei Carabinieri, che hanno agito come se avessero arrestato la più delinquente delle delinquenti, e poi sbattuta sui giornali con tanto di nome e cognome, foto e perfino indirizzo. Un trattamento che ritengo assolutamente esagerato e che forse non viene riservato neanche a chi ha fatto di peggio, se pensiamo ai recenti avvenimenti accaduti nella nostra città e a livello nazionale, o a situazioni analoghe ben più gravi accadute in istituti bancari o altri luoghi in cui si è deciso di non rendere pubblico l'accaduto, ma sono sempre i pesci piccoli a pagare il prezzo più alto, questo si sa. Ne sono state dette di ogni, dalla cifra gonfiata che mensilmente sottraeva, alle affermazioni che conduceva una bella vita accessoriata da gioielli, viaggi e abiti firmati, ma chi la conosce bene sa che non è vero niente, chi la conosce sa, che nonostante questo errore che le ha rovinato la vita, è una persona altruista, dolce e sensibile, che ha sempre pensato prima agli altri, aiutando in particolare gli amici nel momento del bisogno, anche qualcuno di quelli che gli hanno voltato le spalle adesso».
«Tutti possiamo sbagliare» prosegue Ramploud, che sottolinea come  Maddalena Paolillo sia stata presa da una sorta di «meccanismo, del quale s'è resa conto in ritardo e dal quale non è più stata in grado di uscire», chiedendosi inoltre perché le sue manovre non siano state scoperte prima. «Sarà dura, ma riuscirà ad uscirne, dopo che avrà pagato il suo debito con la giustizia. E uscirà a testa alta, insieme a me e ai veri amici, quelli che non l'hanno abbandonata in un momento così difficile». 

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