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Quartieri-Frazioni

Amarcord e allegria dedlà da l'acua

18 febbraio 2013, 23:27

Amarcord e allegria dedlà da l'acua

Lorenzo Sartorio

Certe cose possono succedere solo «dedlà da l’acua». Sarà la magia di quei borghi, quell'atmosfera familiare che una volta aleggiava tra quelle casette abbracciate le une alle altre. 
Sarà perché la gente si voleva più bene, era più unita, la miseria rendeva tutti più solidali e un po' più buoni e disponibili. 
Fra tanti «sarà», una certezza però c'è: a tanti anni di distanza,  gli ex residenti  di quella ragnatela di borghi che avvolgeva la chiesa di Santa Teresa in piazzale Serventi (andata distrutta durante l’ultima guerra), tutti gli anni si incontrano «con i piedi sotto la  tavola» per rimembrare  e rinverdire i loro «amarcord». 
Sabato sera,  alla «Corale Verdi», si è svolto il 31° raduno degli ex ragazzi e ragazze di piazzale Serventi e dei borghi Tanzi, Santo Spirito, Bosazza, Santa Maria, Asdente e delle Grazie. 
Un crogiolo di borghetti, un tempo molto popolati, nei quali si affacciavano osterie,  bottegucce, tanti panni stesi alle finestre e quel profumo di «mangiari» parmigiani che sono scomparsi. 
All’appello lanciato da Sergio Grulla, Carlo Petrolini, Rino Bacchi (per tutti «Tigello) e Arnaldo Alfieri hanno risposto «presente» circa 150  ex ragazzi e ragazze, tutti pimpanti e «belli come il sole» proprio come una volta. 
Festeggiatissimi i due decani dei borghi: Anita Pescatori, 94 primavere portate in modo ancora civettuolo, e Mario Avanzini, 93 anni alla bersagliera. Non poteva mancare una rappresentativa della «Corale Verdi» con Claudio Mendogni e Nando Sessa, entrambi nativi dei borghi in questione. 
Una cena all’insegna della scoppiettante allegria  nobilitata dalle portate dello chef Sante e dai brani eseguiti dalla cantante Michela. Ma, soprattutto, una serata di «amarcord», in un elegiaco galleggiare a mezz'aria, che si facevano attuali negli occhi umidi dalla commozione dei presenti. Al levar delle mense,  il simpatico panegirico di Arnaldo  Alfieri,  che ha illustrato   le finalità dell’incontro  dall’epilogo solidale, con una raccolta di fondi a favore del Centro tumori come nelle più belle tradizioni oltretorrentine. 
«Un pianeta il nostro -  ha detto Alfieri - dove nuètor ragàs fävon bùjja, fävon a sasädi, ma  dopo pochi minuti si ritornava a giocare a gerlo o con le biglie di vetro». Poi il ricordo di chi non è più: il mitico parroco di Santa Teresa don Lambertini, i fratelli Pizzarotti,  Achille e Leandro:  il primo, campione italiano di lotta greco-romana e l’altro boxeur, il pugile Bruno Gemmi, l’attore Bruno Lanfranchi. 
E come non ricordare le botteghe?  I «carbonèn» «Belè e Bosticca» di borgo Santo Spirito,  la Norma con il suo negozietto di alimentari, la tipografia Zafferri, il tappificio di borgo Santo Spirito, l'osteria di Soliani e la società sportiva «Dominante», sempre nello stesso borgo, per poi finire con la famosa osteria «Barcaccia» di vicolo Grossardi dei fratelli Melegari.