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Buone Notizie

Aido oltre i 10 mila iscritti "Ma vogliamo fare meglio"

02 marzo 2013, 23:07

 Vittorio Rotolo

Continuare sulla strada tracciata, cercando di avvicinare un numero ancora più rilevante di cittadini all’associazione, ma anche promuovendo la cultura del dono e l’importanza di una scelta consapevole. 
È l’impegno ribadito dalla sezione comunale Aido di Parma, l’Associazione italiana donatori organi, che al Circolo Aquila Longhi ha celebrato l'assemblea annuale dei soci. Oltre che per l’approvazione del rendiconto   2012 e del bilancio preventivo 2013, l’incontro  è stato   anche l’occasione  per fare il punto sull’attività  dell’ultimo anno. 
Nel 2012   il gruppo parmigiano di Aido è stato particolarmente attivo nelle scuole, con una serie di incontri   nell’ambito di un più articolato progetto avviato dall'associazione su tutto il territorio provinciale, che coinvolge  circa cinquemila alunni di medie e superiori. 
«Confrontandoci con la gente ci rendiamo conto di come, sull’argomento legato al prelievo degli organi ed ai trapianti, ci sia talvolta una certa disinformazione - fa notare Simona Curti, vicepresidente della sezione comunale Aido di Parma -: noi crediamo che questi incontri abbiano lo scopo di sensibilizzare i più giovani, inducendoli ad un’attenta riflessione, ma anche di esaltare il valore del dono e della solidarietà. Componenti, quest’ultime, ben presenti nella nostra realtà - aggiunge -: quando si verificano le condizioni per l’espianto degli organi, infatti, a Parma registriamo una percentuale di opposizioni al consenso (che può essere dato dallo stesso donatore ancora in vita o dai suoi familiari) più bassa rispetto al dato nazionale, stimato intorno al 30%».
Nella nostra città sono 10.700 i soci Aido, 23 mila nell’intera provincia. 
Allargare ulteriormente la base resta una priorità.
 «Insieme al presidente comunale Giorgio Ferrari stiamo lavorando per coinvolgere ancora più volontari nella nostra azione - spiega la Curti -: Aido non fornisce assistenza diretta al malato, ma svolge una funzione ugualmente essenziale». E conclude: «Pensate anche ad una sola persona in attesa di un trapianto: ecco, la sua vita può dipendere proprio dall’incisività del messaggio che un volontario riesce a veicolare tra i potenziali donatori».

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