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Arte-Cultura

Bosch, Dalí, Ligabue e molti altri maestri anomali nella percezione della realtà

02 marzo 2013, 18:07

Bosch, Dalí, Ligabue e molti altri maestri anomali nella percezione della realtà

di Stefania Provinciali

Una linea sottile, frastagliata, a tratti evanescente, mai definitiva nella ricerca della «verità» artistica. Dove finisce la normalità e subentra la follia nell’opera d’arte? Dove la visionarietà travalica i limiti del pensiero ufficiale e consolidato? Il MAR Museo d’Arte della Città di Ravenna con la mostra «Borderline, artisti tra normalità e follia. Da Bosch a Dalí, dall’Art Brut a Basquiat», visibile fino al 16 giugno, si pone l’obiettivo di superare i confini che fino ad oggi hanno racchiuso l’Art Brut e l’ «arte dei folli» in un recinto isolato, aprendosi su di una storia artistica che, agli albori del Novecento, alcuni protagonisti delle avanguardie e psichiatri innovatori guardarono con luce nuova. Dalle incisioni di Goya, considerato anticipatore delle angosce moderne per l’ ermetismo e per l’esaltazione con cui l’artista ha ritratto il mondo, al romantico Théodore Géricault, l’attenzione all’«inconfessabile» dentro di noi, aveva in tempi lontani gettato le proprie basi, codificate poi da Jean Dubuffet, nel 1945, con la definizione di Art Brut. Questa raccoglie individui solitari, marginali o ospiti di istituti psichiatrici, come Aloïse Corbaz (1886-1964), detta Aloïse, Sylvain Fusco (1903-1940) o Adolf Wölfli (1864-1930) ma anche individui che, all’interno delle prigioni, vivono l’azione artistico-creativa come necessità vitale. Autori definiti borderline ma che mettono in luce una condizione critica della modernità, antropologica ancor prima che mentale. Un mondo a parte che a parte più non è, come si può leggere nel percorso espositivo, che unisce celebri nomi ad altri meno noti per le vicende umane ma ugualmente degni d’interesse. Ecco allora «Il disagio della realtà», prima delle quattro sezioni della mostra ravennate, anticipata da un’introduzione retrospettiva con opere di Bosch, Pieter Bruegel, Francisco Goya, Max Klinger e Géricault. Un disagio che «parla» di protagonisti riconosciuti da Karel Appel allo stesso Dubuffet, Gaston Chaissac, Madge Gill, Vojislav Jakic, Asger Jorn, Tancredi Parmiggiani ed a cui si affianca «Il disagio del corpo», protagonista della superficie pittorica e talvolta opera stessa nelle sue più sorprendenti trasformazioni per mano di Corneille, Jean Dubuffet, Pietro Ghizzardi, André Masson, e tanti altri. Ritratti ed autoritratti guardano lo spettatore all’interno dei «Ritratti dell’anima», frutto spesso di autoanalisi inconsapevoli. Qui spiccano opere di artisti celebri come Francis Bacon, Enrico Baj, Jean – Michel Basquiat, Pietro Ghizzardi, Antonio Ligabue, Bengt Lindstrom, Mattia Moreni, Arnulf Rainer, e del viareggino Lorenzo Viani, originale interprete dell’espressionismo. Un’intera sala è, poi, dedicata ad Aloïse Corbaz, storica autrice dell’Art Brut, conosciuta col solo nome proprio, come la maggior parte degli artisti ricoverati in ospedali psichiatrici.
Aloise vive la sua seconda personalità, quella artistica, in maniera libera, capace di aprire su di lei un mondo nuovo e fantastico. Ne sarà artefice prima in segreto e poi alla luce del giorno, grazie ai medici che la seguono e che raccoglieranno le sue opere, fino alla scomparsa nel 1964. La mostra prosegue con una sezione dedicata alla scultura, la «Terza dimensione del mondo» ed inediti di Umberto Gervasi, Giuseppe Righi e ancora opere del Sepik. Infine, nella sezione «Sogno rivela la natura delle cose» emerge l’onirico come fantasma del Borderline con una selezione di dipinti di maestri surrealisti come Salvador Dalì, Max Ernst, André Masson, oltre alla presenza di Paul Klee, grande estimatore dell’arte infantile e degli alienati, e dell’autore di Art Brut, Scottie Wilson. La mostra è curata da Claudio Spadoni, direttore scientifico del museo, Giorgio Bedoni, psichiatra, psicoterapeuta, e Gabriele Mazzotta, con il supporto della Fondazione Mazzotta di Milano (catalogo Edizioni Gabriele Mazzotta).
 

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