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Truffe e furto di dati sul web: come difendersi

02 marzo 2013, 16:37

Truffe e furto di dati sul web: come difendersi

Beppe Facchini

Cyberterrorismo, hacking, furto di dati sensibili e pedofilia online: sono solo alcuni dei reati più frequenti sul web da quando è diventato il medium per eccellenza in ogni angolo del pianeta.
Ma sapersi difendere dalle sue insidie non è affatto semplice e per questa ragione la Polizia Postale di Stato è da tempo impegnata nella campagna informativa «Sicurezza su internet? Buono a sapersi», che ha fatto tappa in diverse scuole del parmense e ieri anche nella sede dell’Informagiovani in via Melloni.
«La rete è una risorsa meravigliosa, ma nasconde molti pericoli difficili da riconoscere subito. La prima regola da adottare davanti ad un computer è sempre usare il buonsenso».
 Nonostante l’ambientazione dell’incontro, «armati» di carta e penna per apprendere le tecniche di difesa fornite dall’Assistente della Polizia Postale di Parma, Pietro Marotti, non c’erano solo giovani internauti, ma gente di ogni età che ormai «naviga» quotidianamente per gli scopi più disparati.
Proprio per questa ragione, «conoscere i rischi che si possono correre sul web, è fondamentale anche per i aiutare i più piccoli» - ha sottolineato Giovanni Marani, assessore comunale con delega all’innovazione tecnologica, presente all’iniziativa.
I raggiri più diffusi passano soprattutto dagli indirizzi di posta elettronica e dai social network, habitat ideali per la «criminalità da tastiera» in grado di sottrarre denaro e violare la privacy altrui con tecniche sempre più affinate.
Ad esempio quelle legate agli acquisti su portali di e-commerce o attraverso software stile E-Mule. «Questo genere di truffe sono abbastanza diffuse anche sul territorio parmense. Internet spesso è una grande illusione - ha raccomandato l’assistente Marotti - quindi è importantissimo attuare sempre una verifica accurata delle fonti, anche se stiamo solo scaricando un film o acquistando un nuovo telefonino a prezzo stracciato».
Inoltre, sebbene non rappresenti un allarme sociale, come sottolineato dall’esperto, anche a Parma è abbastanza diffuso il fenomeno della pedofilia online. Un fenomeno «triste» lo ha definito Marotti, sostenendo che «ogni mese, in media, effettuiamo cinque o sei perquisizioni delegate dal magistrato competente per questo reato. Bisogna mantenere la massima allerta - ha aggiunto - perché anche scaricare per sbaglio materiale pornografico con protagonisti dei minorenni, può costituire un illecito». Ben più diffuso, invece, è il cosiddetto «phishing», cioè l’invio di messaggi di posta elettronica da parte di truffatori che, imitando la grafica di siti bancari, postali o di importanti multinazionali, inducono chi li riceve a fornire dati sensibili o peggio ancora le chiavi d’accesso al proprio conto corrente. «C’è gente che vuole arricchirsi attraverso internet aggirando i suoi utenti - ha concluso l’assistente Marotti - per questo è importante conoscerne a fondo tutti i pericoli».
 

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