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Provincia-Emilia

Unioni dei Comuni: Varano apre all'ipotesi di creare "subambiti"

02 marzo 2013, 21:50

Unioni dei Comuni: Varano apre all'ipotesi di creare

Con otto voti favorevoli e quattro contrari, il consiglio comunale di Varano Melegari ha individuato come ambito ottimale per le unioni dei Comuni quello dei sedici Comuni rientranti nel distretto sanitario Valli Taro e Ceno, ma con possibilità di costituire «subambiti». 

L’esercizio in forma associata, attraverso l’unione di Comuni o in convenzione, delle funzioni fondamentali per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, e fino a 3.000 abitanti se appartengono o se sono appartenuti a comunità montane è obbligatorio dal 1° gennaio di quest’anno. L’avvio delle gestioni associate riguarda almeno tre delle funzioni fondamentali, mentre  dal 1° gennaio 2014 saranno aggiunte le restanti funzioni. 
L’unione di Comuni è l’ente locale costituito da due o più comuni, di norma confinanti, finalizzato all’esercizio associato di funzioni e servizi. Se l’unione è costituita in prevalenza da Comuni montani, assume la denominazione di unione di Comuni montani e può esercitare anche le specifiche competenze di tutela e di promozione della montagna. 
Ogni Comune può far parte di una sola unione di comuni, e le unioni di comuni possono stipulare apposite convenzioni tra loro o con singoli comuni. L’unione ha autonomia statutaria e potestà regolamentare e ad essa si applicano, in quanto compatibili, i principi previsti per l’ordinamento dei Comuni. 
Il sindaco Luigi Bassi ha ricordato che l’obbligo associativo, sancito dalla legge nazionale del 2010, è sfociato nella normativa regionale di dettaglio del 2012, che privilegia il modulo associativo dell’unione come strumento migliore soprattutto per la gestione delle funzioni che potrebbero essere delegate a seguito del riordino, in senso riduttivo, delle Province. 
Bassi ha quindi ricordato che la Regione Emilia Romagna chiede di individuare gli ambiti ottimali in coerenza con gli attuali Distretti socio sanitari e descrive gli obblighi specifici previsti dalla norma regionale per i Comuni inseriti in Comunità Montane. Il sindaco ha poi constatato che, allo stato attuale, non si è raggiunta una condivisione della proposta da formulare per l’ambito dell’attuale Comunità Montana Valli Taro e Ceno, dal momento che alcuni Comuni rifiutano l’idea dell’Unione, ritenuta troppo vincolante, e preferiscono la convenzione.
 Anche il vicesindaco Giovanni Rabidi si è espresso in modo favorevole all’Unione dei Comuni. Paolo Balbo, invece, ha espresso la netta contrarietà dei cittadini all’ipotesi di proseguire un’esperienza simile all’attuale Comunità Montana Valli Taro e Ceno. Bassi ha ribadito che una Unione più grande rappresenta la migliore opportunità e che lo strumento della convenzione appare insufficiente in un'ottica organizzativa e funzionale. 
Alessandro Saglia Codeluppi ha espresso voto contrario, dichiarando superata l’esperienza della Comunità Montana e ritenendo più realistica l’Unione con Medesano, Fornovo Taro e Solignano.