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Parma

"Doneremo all'Unicef il denaro rubato"

03 marzo 2013, 22:22

Luca Pelagatti

«E' un gesto inqualificabile che ci ha profondamente indignato. E che non merita commenti».
Filippo Greci, il presidente del Movimento nuovi consumatori, non perde tempo a trovare spiegazioni o possibili  giustificazioni: «Il furto messo a segno giovedì mattina alla sede parmigiana dell'Unicef è un atto gravissimo. Che chiunque deve con forza stigmatizzare».
Ma Greci sa bene che le parole di critica sono importanti ma talvolta è nei gesti che sta la chiave. Ed ecco perchè subito propone una reazione concreta.
«Dopo avere saputo dalle pagine del giornale di quanto era accaduto abbiamo deciso di comune accordo di donare come associazione la somma sottratta all'Unicef. Già in passato ci siamo impegnati in prima persona per aiutare bambini orfani e bisognosi ma senza mai contribuire alle attività dell'Unicef. Dopo quello che è successo ci pare doveroso dare il nostro contributo».
Un gesto di solidarietà
Tecnicamente sarà in una riunione fissata per martedì che la donazione verrà decisa ufficialmente ma la decisione è già presa. Come quella, simbolicamente di impegnarsi contro chi ha pensato di rubare ai bambini che più hanno bisogno. «Speriamo che le responsabili, persone  senza dignità, senza anima e senza cuore,  siano identificate e perseguite. E in caso di processo siamo pronti anche noi a costituirci parte civile per sottolineare l'esecrazione che un tale atto ha provocato».
Come è noto il colpo è stato messo a segno da tre ragazze descritte dai volontari come di aspetto curato e probabilmente italiane.
Tre ragazze eleganti
Le giovani, entrate nel negozio di vicolo Sant'Anna hanno finto di essere persone interessate agli oggetti in vendita. E il cui ricavato viene destinato alle attività benefiche dell'Unicef,  il fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia.
Poi, approfittando di una distrazione provocata ad arte dalle complici, una di loro ha arraffato i soldi contenuti in una scatola, appunto novecento euro, e pronti per essere versati sul conto dell'associazione.
«Non avevamo mai pensato di potere essere un bersaglio per i ladri - hanno spiegato i derubati. -  Noi siamo volontari e quello che facciamo lo facciamo per aiutare i bambini».
Ma le tre ladre non se ne sono curate. E anzi, prima di uscire, con un sorriso freddo e cattivo hanno anche avuto la sfrontatezza di salutare: «Grazie mille. Torneremo presto».