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Parma

"Per favore aiutateci a capire perché nostro padre è morto"

03 marzo 2013, 22:21

A quasi un mese di distanza dal tragico incidente in A1 in cui ha perso la vita Gian Carlo Granelli, qualcosa di quell'episodio continua a non convince i familiari della vittima. Che ora rivolgono un appello a chi, transitando in quel tratto di autostrada nelle ore precedenti il sinistro, possa aver notato qualcosa di strano. I dubbi sulla dinamica dell'incidente nascono dal ritrovamento di un tubo metallico della lunghezza di circa un metro e mezzo, proprio nel punto in cui è avvenuto il tragico schianto che verso le 6 di mattina del 5 febbraio scorso è costato la vita a Granelli, 65enne originario di Tornolo ma da molti anni residente a Milano, dove era titolare di una piccola impresa di autotrasporti.
In un primo momento si era pensato che a causare lo schianto in cui è morto Granelli fosse stato un colpo di sonno o un malore del conducente. L'uomo aveva infatti perso il controllo della propria Ford Focus e, dopo aver urtato prima il guardrail laterale e poi il newjersey centrale, era rimasto fermo in mezzo alla carreggiata, dove era stato centrato da una Volkswagen Polo condotta da una 58enne di Fidenza. Immediata la morte di Granelli: per lui i soccorritori non avevano potuto fare niente, se non constatarne il decesso.
In seguito, però, era emerso che circa mezz'ora prima, in quello stesso punto (al chilometro 115 sud, fra Parma e Campegine), un'altra auto condotta da una donna parmigiana aveva urtato un grosso tubo metallico che era presente sulla carreggiata: un tubo che sarebbe stato perso da uno dei veicoli rimasti coinvolti in un precedente incidente, avvenuto alcune ore prima e che aveva visto scontrarsi un pullman turistico e un camion.
«Questo incidente - scrivono alla Gazzetta i figli di Granelli - potrebbe essere collegato a quello che ha portato alla scomparsa di nostro padre. Per questo cerchiamo testimoni che abbiano assistito al sinistro relativo al pullman, o che comunque siano transitati lungo l'autostrada del Sole fra le 3 e le 6 di mattina del 5 febbraio. L'indirizzo a cui inviare comunicazioni è jessicagranelli123@gmail. com».
Il sospetto è quindi che Granelli possa aver perso il controllo della propria Focus proprio dopo aver urtato il tubo abbandonato sull'autostrada. «Nostro padre - aggiungono i figli - era un professionista della guida, era abituato a viaggiare per lavoro ed era stato anche istruttore di scuola guida: non è pensabile che possa essersi addormentato al volante appena un'ora dopo essere partito da Milano». Sul caso indaga la polizia stradale di Reggio.