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Bersani e il nuovo governo: "La prima parola tocca a noi" Poi presenta gli 8 punti da cui partire

03 marzo 2013, 22:30

Bersani e il nuovo governo:

«Lo dico prima io di Grillo che gioca a fare l’uomo mascherato: di tavoli non ne apro, non scambio sedie, non voglio fare nessun patto. Ciascuno si prenda le sue resposabilità, visto che potevano stare a casa e invece hanno detto "vengo in Parlamento". Ora ha un terzo dei parlamentari e dica cosa vuole fare». Lo ha detto il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani a "Che tempo che fa".

«Abbiamo 460 parlamentari, il doppio della destra e il triplo di Grillo. Quindi la prima parola tocca a noi - aggiunge Bersani -.  Abbiamo perso perché abbiamo avuto un risultato sotto le aspettative». Ora serve «un governo di cambiamento su un programma di 8 punti che chieda su questi la fiducia». 
Nessun incontro con Beppe Grillo per il segretario: «Si vede sulla rete e sul territorio che c'è un parlarsi tra i nostri e i loro ma non più di questo».

Nel Movimento 5 Stelle, secondo Bersani, «ci sono cose di sinistra e cose che non lo sono affatto. Grillo non vuole che un figlio di immigrati nato qui sia italiano e mi sembra molto tiepido sull'evasione fiscale. Questo non è di sinistra». Con lui «ci sono punti di dissenso radicale. Chi vuol stare fuori da euro non sa cosa dice». Secondo Bersani «questa ondata di protesta, di cambiamento, e questa volontà di riforma non corrono solo nel movimento di Grillo, ma è un fatto più generale». Nel Movimento 5 Stelle, comunque «c'è un pezzo d’Italia, ci sono proteste generiche, insofferenze, ma c'è anche la volontà di dare un segnale».

GLI 8 PUNTI DI BERSANI PER IL NUOVO ESECUTIVO. Pier Luigi Bersani presenta in tv a "Che tempo che fa" gli 8 punti con i quali si presenterà in Parlamento. Otto punti, avverte, di «un programma di governo preciso, esigibile e limitato sul quale chiedere la fiducia».
Prima di tutto, avverte, proporrà una legge contro la corruzione e contro la mafia; una sul conflitto d’interessi; misure per una politica più sobria e meno cara; una riforma dei partiti; interventi immediati su urgenza sociale, economia e diritti, come quello di cittadinanza e delle coppie omosessuali, sulla scuola e il diritto allo studio.
Si tratta per Bersani di «un insieme di punti urgenti dal lato democratico e da quello sociale». «Se non si parte così - ha aggiunto - credo che difficilmente aggiusteremo le cose».