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Parma

Inceneritore al via: che cosa ne pensano i parmigiani

04 marzo 2013, 00:20

Inceneritore al via: che cosa ne pensano i parmigiani

 Giulia Viviani
Da un paio di giorni per l’inceneritore di Ugozzolo è iniziata una fase preliminare in cui si svolgeranno attività tecniche che prevedono la combustione di gas metano; tra un mese a bruciare là dentro saranno i nostri rifiuti.
Di fronte alla richiesta di commentare questa notizia, la Provincia ha preferito non esprimersi, mentre per quanto riguarda il Comune non è stato possibile contattare il sindaco. Quanto a Iren, dopo le informazioni divulgate venerdì, ieri non ha ritenuto di aggiungere altri dettagli. Per questo, la «Gazzetta» ha chiesto ai parmigiani un commento su quello che sembra essere l’epilogo di una vicenda lunga e tortuosa attorno al Polo ambientale integrato di Parma.
Michele Citro,  si dice fiducioso: «Se lo smaltimento dei rifiuti avviene con impianti ben normati e funzionanti ben venga, d’altronde da qualche parte la spazzatura deve andare». Ad essere  delusi sono soprattutto coloro che ricordano le parole del sindaco che del no all’inceneritore aveva fatto un cavallo di battaglia della campagna elettorale: «Hanno fatto promesse e alla fine non sono riusciti a concludere niente - commenta Leandro Cariolo -. Dove sono i cambiamenti? L’unico cambiamento che ha visto la mia famiglia è l’aumento della retta dell’asilo nido».
Non le manda a dire neanche Stefania Ferrari: «Non è colpa di Pizzarotti se c’è l’inceneritore, ma non può tirarsi indietro adesso dicendo che non aveva promesso di impedirne l’accensione. È stato eletto essenzialmente per questo. Non sono contenta di come sono finite le cose».
Diversi intervistati  hanno citato la raccolta differenziata fra le soluzioni alternative all’inceneritore che forse andavano maggiormente valutate: «Se si differenzia bene, il termovalorizzatore è inutile, si poteva fare di più per evitarne l’accensione - dice Roberto Pitalobi -. Conosco molte realtà estere in cui il riciclo dei rifiuti consente di avere un residuo da smaltire molto basso».
Più di un dubbio  in merito, invece, lo solleva Biagio Mele che abita in centro e dichiara di aver visto più volte finire i sacchetti della raccolta differenziata porta a porta tutti nel medesimo camioncino: «Mi pare che i cittadini si stiano sforzando di essere scrupolosi ma a monte ci sia qualcosa di sbagliato. Sta di fatto che Parma ha scelto questa amministrazione anche per determinate proposte in materia ambientale, ma le cose stanno andando diversamente».
Uno sguardo al passato lo getta Andrea Cabrini: «Speravo non andasse a finire così ma se vogliamo cercare un colpevole, bisogna guardare a chi l’inceneritore l’ha voluto e approvato, non a chi ha cercato di fermarne il progredire e non c’è riuscito». D’accordo anche Massimo Popoli che aggiunge: «A questo punto speriamo bruci davvero solo i nostri rifiuti e che ci siano controlli seri sulle emissioni».
«Speravo non venisse acceso - è l’opinione di Beatrice Meli - ma evidentemente non si poteva evitare». «È ovvio che sono preoccupata dell’accensione del forno, chi è contento di averne uno vicino a casa?  - si chiede Donata Totaro - Ormai che c’è speriamo almeno che lo controllino bene». 
 

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