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Khalid, da nuovo italiano a uno scranno in Parlamento

04 marzo 2013, 00:30

Khalid, da nuovo italiano a uno scranno in Parlamento

Pierluigi Dallapina

E' nato a Casablanca, in Marocco, nell’83 ma all’età di 8 anni è arrivato in provincia di Parma, per la precisione a Monticelli nel dicembre del 1992, e ora è stato eletto alla Camera con il Pd nella circoscrizione Campania 2.
Quella di Khalid Chaouki è la storia di una vita sempre in viaggio, è la storia di un cosiddetto nuovo italiano che ha iniziato a conoscere il suo Paese d’adozione partendo da Parma, dove ha studiato, e dalla sua provincia, dove ha vissuto insieme alla famiglia.
«Parma è la mia città d’adozione. Qui mi sono diplomato alle magistrali prima di trasferirmi a Reggio e proseguire gli studi a Bologna», afferma Chaouki, che oltre ad essere neo deputato è anche giornalista e responsabile Nuovi Italiani del Partito democratico. Ha iniziato da giovanissimo ad impegnarsi nel volontariato all’interno del Centro interculturale Mondinsieme di Reggio, oltre ad essere stato fra i fondatori nel 2001 dell’associazione Giovani Musulmani d’Italia, per poi diventarne il presidente nel settembre 2003. Nel 2005 ha fatto parte della Consulta per l’Islam italiano al Viminale. Ha lavorato come redattore all’agenzia stampa AnsaMed, e ha collaborato con diversi quotidiani in giro per l’Italia.
 Nel 2005 ha pubblicato il libro «Salaam, Italia! La voce di un giovane musulmano italiano». «La mia priorità - spiega riferendosi al suo futuro impegno in Parlamento - sarà volta a garantire il diritto di cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia. Questa è una battaglia che va condotta superando le bandiere dei partiti, in modo da riconoscere un diritto a circa un milione di ragazzi nati in questo Paese».
A proposito di immigrazione, Chaouki si dice «scettico e preoccupato» rispetto alle dichiarazioni fatte da Beppe Grillo in campagna elettorale, anche se subito dopo ricorda che «molti neo parlamentari hanno dimostrato maggiore sensibilità». A proposito di Grillo, non poteva mancare un commento su Parma, l’unica città italiana amministrata dai 5 Stelle. «Parma ha vissuto una fase di grande crescita, ma a che prezzo? - si chiede -. Al prezzo di un’amministrazione comunale che ha fallito e ha fatto fallire la città. Ora alla guida del Comune c'è il Movimento 5 Stelle, le cui parole d’ordine sono condivisibili, ma alla prova dei fatti hanno dimostrato dei limiti evidenti».
 

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