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Parma

Le caratteristiche dell'inceneritore

03 marzo 2013, 22:20

Con l'accensione del termovalorizzatore avvenuta venerdì, è partita la fase preliminare di attivazione del Polo ambientale integrato. Una fase nel corso della quale avverranno le cosiddette «prove a caldo», ovvero quella serie di attività tecniche complementari alla messa a punto del sistema che si svolgono in presenza di combustione all'interno dei forni, a differenza di quanto avvenuto nelle settimane scorse, quando si erano svolte le «prove a freddo», vale a dire i test di funzionamento degli impianti in assenza di combustione. Ciò che brucia da venerdì è soltanto gas metano, ma fra circa un mese cominceranno ad essere bruciati i rifiuti selezionati provenienti dall'impianto di trattamento meccanico biologico, realizzato all'interno del Pai ma non ancora in funzione.
Il termovalorizzatore di Ugozzolo ha una capacità di 130 mila tonnellate di rifiuti all'anno, che saranno inceneriti in due forni alimentati da altrettante linee. I rifiuti che saranno bruciati sono rappresentati dal residuo secco derivante dalla selezione dei rifiuti solidi urbani che residuano dalla raccolta differenziata. Il calore prodotto dalla combustione di questi materiali servirà da una parte ad attivare una turbina che produrrà energia elettrica (128 mila megawatt/ora all'anno) da cedere alla rete nazionale e sufficiente per soddisfare le esigenze di 75 mila cittadini, dall'altra a produrre acqua calda destinata al teleriscaldamento e sufficiente a soddisfare le esigenze di 38 mila cittadini collegati alla rete.
Le scorie prodotte dalla combustione dei rifiuti (pari a circa il 22-23% del quantitativo totale di rifiuti trattati) verranno riciclate per la produzione di cemento.

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