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Parma

Summit a Roma dei neo-parlamentari del Movimento 5 Stelle

03 marzo 2013, 22:14

Summit a Roma dei neo-parlamentari del Movimento 5 Stelle

Il principio costituzionale del divieto di vincolo di mandato per i parlamentari? E' «circonvenzione di elettore». Dalla sua villa in riva al mare in Toscana, Beppe Grillo continua il lavoro di preparazione dello "sbarco" in Parlamento dei 5 Stelle. E dal suo blog lancia un messaggio che suona come un serrate le fila: in base alla Costituzione, scrive, l’eletto attualmente può fare «il cazzo che gli pare». Ma così è libero di "tradire" chi lo ha votato, come uno Scilipoti o un De Gregorio qualsiasi, quando invece andrebbe «perseguito penalmente», nonché «cacciato».

Le parole di Grillo rimbalzano nel primo pomeriggio dalla Rete, "luogo" di riferimento del Movimento 5 Stelle, in un albergo nella capitale, dov'è appena iniziata la riunione dei 163 parlamentari eletti. Neo deputati e senatori scorrono dagli smartphone le pagine del blog del loro "capo" politico, ma preferiscono negarsi alle domande dei giornalisti. Delle questioni più politiche discuteranno domani a porte chiuse con lo stesso Grillo, che parte in serata in auto dalla Toscana, e Gianroberto Casaleggio, guru del web e cofondatore del M5S.

I NEO-ELETTI ALLA "SCOPERTA" DI ROMA. (di Luca Laviola - agenzia Ansa) Chiedono dov'è la buvette e se è vero che il caffè lì costa 10 centesimi. Si informano sulle sedute a Camere unite - ad esempio per l’elezione del Presidente della Repubblica - e si chiedono: «Come fanno a starci tutti? Vabbè - è la risposta - tanto poi i parlamentari li tagliamo...». In Transatlantico, si informano se è davvero «il corridoio dei passi perduti». Queste alcune delle scene alle quali si è potuto assistere durante la visita guidata alla Camera con gli elettori (e qualche attivista) di M5S, accorsi in massa per partecipare all’iniziativa "Montecitorio a porte aperte": un appuntamento mensile trasformato in "happening" grazie ad un tam-tam su internet dei grillini.
Risultato: circa 5mila persone in fila per ore, tre-quattro volte più del normale, e gruppi di 60 alla volta all’interno del Palazzo, impressionati da stucchi e marmi.
Giovani, anziani, bambini, ma anche molti turisti venuti da altre città italiane e qualche straniero che vive a Roma: tra i visitatori, i simpatizzanti di Beppe Grillo sembrano più o meno in proporzione elettorale, uno su quattro, o qualcosa di meno. Ed è di loro che i cronisti vanno a caccia. A volte confondendoli con normali cittadini. 
In un corridoio, il "pubblico" ammira i tubi della vecchia posta pneumatica. «E' come internet, sono le mail di allora», commenta un anziano dall’accento toscano. Nella Sala Aldo Moro il commesso parla dell’attigua Sala del Cavaliere, «nessuna attinenza con l’attuale Cavaliere della politica italiana...», precisa sorridendo. Ilarità generale. Tra un quadro di Filippo Lippi e un raro ritratto di Napoleone di Andrea Appiano, legni pregiati di Slavonia e ceramiche di Capodimonte, si arriva nella sala che ospita l’originale della Costituzione italiana.
Ma è in Transatlantico che la discussione si accende, tra l'ufficio postale dedicato ai parlamentari e la famigerata buvette. «E' solo un bar con un’architettura particolare - prova a minimizzare il commesso-oratore di turno - Ci sono una marea di leggende metropolitane su questo posto», assicura. «E la mensa? Non pagano niente anche lì?», chiede una donna. «Qua passeggiano parlano, non fanno niente», commenta un’altra visitatrice. «E' vero che lo chiamano il corridoio dei passi perduti?», domanda un ragazzo. È vero. Domande anche sull' assenteismo dei parlamentari, poi l’ingresso nell’emiciclo.
«Il fenomeno dei "pianisti" (deputati che votano anche per i colleghi, ndr) è stato debellato da 5 anni», rassicura il commesso. «Tanto lo tagliamo il numero dei parlamentari...», 'minaccià di nuovo un visitatore uscendo dall’Aula. La prossima volta, però, saranno più di 100: tutti deputati M5S.

I GIORNALISTI? "PRENDETELI PER IL C..O". «La linea comunicativa ce la dirà domani Beppe, ma i giornalisti intanto prendeteli per il culo. Divertitevi, tanto la nostra notorietà durerà 15 giorni». E' questo l’invito che rivolge uno degli eletti all’assemblea dei neoparlamentari che si sta tenendo al Saint John di Roma. «I parlamentari normali non se li fila nessuno. Non sono come i ministri. Scilipoti, ad esempio - conclude - tutti lo conoscevano solo perché ha tradito».

IL NEO-DEPUTATO EMILIANO DALL'OSSO METTE GLI ESAMI UNIVERSITARI SU FACEBOOK. Matteo Dall’Osso, neodeputato a cinque stelle dell’Emilia-Romagna, ha pubblicato su Facebook l'intera lista degli esami sostenuti per la sua laurea in ingegneria elettronica. Anche per marcare una differenza tra chi la laurea la 'millantà e chi la consegue davvero.
«La mia "politica", durante gli studi, è stata quella di massimizzare i risultati nel minor tempo possibile. Infatti, ho sempre ritenuto fondamentale il confronto con il mondo del lavoro e in tal modo, sebbene da un lato abbia sacrificato l'aspetto legato ai voti conseguiti in alcuni esami, dall’altro ho potuto, così facendo, laurearmi nel minor tempo possibile».
«Ho sempre inteso coniugare la teoria alla pratica - aggiunge - tanto che oggi, all’età di 34 anni, posso vantare 10 anni di esperienza lavorativa sia in Italia che all’estero, in centri di ricerca internazionali che in azienda». Inevitabile nei commenti il riferimento ai casi di lauree false che hanno coinvolto altri esponenti politici in questi giorni.