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Parma

Donne imperfette sul palco. Aspettando la festa dell'8 marzo

04 marzo 2013, 20:02

Donne imperfette sul palco. Aspettando la festa dell'8 marzo

Mariagrazia Manghi
Questo mondo chiede alle donne di essere garbate, educate, impeccabili, irreprensibili. Questo mondo esige la bella
 presenza. Questo mondo è un muro di immagini patinate nello spettacolo «Vivere spettinate» in replica ieri all’Auditorium del Carmine, all’interno del calendario della manifestazione «Le donne di marzo 2013» a cura della Provincia di Parma, assessorato alle Pari opportunità. Uno spettacolo accolto da un pubblico da tutto esaurito, che ha applaudito a lungo le protagoniste.
Da dietro il muro arrivano voci di donne, confidenze, pettegolezzi fra amiche, risate, frasi lanciate anche con un po' di liberatoria malignità. Poco alla volta il muro si sfalda e appare un gruppo di sette donne «diversamente abili e diversamente normali, ciascuna con pregi e difetti, uguali nelle loro mancanze», le definisce Lucia Manghi, che dello spettacolo ha curato il disegno delle luci.
«Vivere spettinate» è uno spettacolo nato nel 2011 da un laboratorio su femminilità e disabilità curato da Franca Tragni e da allora è stato replicato più volte, a grande richiesta e sempre con un pubblico molto numeroso ed emozionato. La produzione è di Europa Teatri e in scena ci sono Franca Tragni, Virginia Canali, Alessandra Cinque, Giuliana Costanzo, Annalisa Dall’Asta, Fernanda Esposito ed Elisa Longeri.
Donne e disabili, queste le protagoniste, che si raccontano con ironia e molta poesia e con un’immensa forza che supera le barriere. Si riflette senza ricorrere alla pietà e al drammatico a tutti i costi, utilizzando le armi del comico per smontare pregiudizi e luoghi comuni, perché la difformità appartiene alla natura, come le foglie che non sono tutte uguali, e sono naturalmente belle.
Donne vere, non tutte buone, dolci, affettuose, ma spesso inesatte, difettose, incomplete, impertinenti, insolenti, sfacciate, sguaiate, che affrontano con sincerità argomenti come amore, indipendenza, sessualità, paure e desideri. E non hanno paura di spettinarsi e di volare, come racconta il commovente filmato finale di uno spettacolo denso e intelligente, dove una delle protagoniste, che non ha l’uso delle gambe, si lancia con il paracadute sulle note della celebre canzone di Modugno.