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Parma

I periti: Provenzano non capace di partecipare a processi

04 marzo 2013, 18:53

I periti: Provenzano non capace di partecipare a processi

Il boss Bernardo Provenzano non è in grado di partecipare consapevolmente ai processi. È il responso dei periti Renato Ariatti e Andrea Stracciari incaricati dal gup Piergiorgio Morosini, che celebra l’udienza preliminare sulla trattativa Stato-mafia, di accertare le condizioni mentali del capomafia.  La perizia è stata appena depositata. Domani il giudice, sulla base della relazione dei due esperti, dovrebbe sospendere il procedimento a carico del padrino di Corleone.

Secondo i periti, che già a un primo esame avevano espresso pesanti dubbi sulle condizioni del boss, tanto da indurre il gup a stralciare la sua posizione da quella degli altri imputati dell’udienza preliminare, il quadro clinico del capomafia sarebbe precipitato.  Il Parkinson da cui Provenzano è affetto si è aggravato. Gli esperti che la scorsa settimana l’hanno incontrato nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma non sono riusciti neppure a sottoporlo al mental test.
Il boss non risponde agli stimoli esterni, non esegue ordini elementari.

Il legale - «Sulla base dell’esito della perizia e dei referti ospedalieri chiederò la sospensione dell’esecuzione della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare per Bernardo Provenzano». Lo annuncia l’avvocato Rosalba Di Gregorio, legale del capomafia, dopo avere appreso il responso dei periti, nominati dal gup di Palermo, che hanno accertato l’incapacità del boss di partecipare consapevolmente all’udienza preliminare sulla trattativa Stato-mafia.

La penalista, viste le condizioni mentali del suo assistito, nelle scorse settimane aveva chiesto la revoca del 41 bis. «Presenterò l’istanza a meno che – aggiunge – il magistrato di sorveglianza di Parma o il tribunale di sorveglianza di Bologna non decidano d’ufficio che le condizioni di Provenzano sono incompatibili con il carcere».

Dopo il ricovero in ospedale e un intervento al cervello, il capomafia è stato ricoverato nel reparto Medicina-detenuti del nosocomio di Parma.

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