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Arte-Cultura

Madre Adorni un modello attualissimo

04 marzo 2013, 18:56

Madre Adorni un modello attualissimo

Mariagrazia Manghi
Dopo il cortometraggio proiettato al cinema Astra lo scorso ottobre in occasione del secondo anniversario della beatificazione, esce un nuovo lavoro dedicato a Madre Anna Maria Adorni, sempre a cura della giornalista e scrittrice Eddy Lovaglio.
 Si tratta di una volumetto agile, scritto col linguaggio semplice della fiaba, rivolto ai bambini e ai ragazzi, che racconta la vita di «Anna Maria. Una Santa per amica», edito dalle Ancelle dell’Immacolata, la famiglia religiosa fondata dall’Adorni nel 1857.
Presentato alla Libreria Fiaccadori, il libro porta in modo fedele il messaggio di amore testimoniato dalla beata «avvicinandola a noi - come ha sottolineato la giornalista, Manuela Bartolotti - e restituendo con semplicità l’essenza di una vita di carità».
 Particolarmente curate anche la grafica e l’impaginazione grazie al lavoro di Santo Zani e agli interventi pittorici di Gioia Varago, Alessia Gardoni e Greta Di Raimondo, studentesse del Liceo d’Arte Toschi. «Da anni ho intrapreso un viaggio con Madre Adorni - ha raccontato Eddy Lovaglio - il film è nato cogliendo l’opportunità delle riprese realizzate nell’ottobre 2010 durante la cerimonia di beatificazione in Cattedrale. Nel tempo il progetto è diventato una sorta di fiction in costume che oggi esce in Dvd in tre lingue, in uno speciale cofanetto che contiene in allegato uno stralcio degli scritti di Anna Maria Adorni. Il libro invece riempie un vuoto, la necessità che le Ancelle dell’Immacolata mi hanno sottoposto di far arrivare in modo diretto l’esempio di Madre Adorni ai ragazzi. Ne è uscita questa novella, che si legge d’un fiato e che può essere proposta anche agli adulti, perché la forza della fede e della vita di questa donna colpisce il cuore di tutti».
Fede, speranza, carità e amore, questo il percorso di Madre Adorni, ben raffigurato nella copertina del libro da un sentiero illuminato, in cui un bambino cammina sereno stringendo la mano della sua «amica» Anna Maria. La storia di questa donna nata all’inizio dell’Ottocento, segnata profondamente dal dolore della perdita del marito e poi dei  figli, che sceglie di dedicarsi agli ultimi, in particolare alle donne del carcere femminile di Parma e alle bambine abbandonate, ancora oggi può portare emozione e suscitare riflessione. «L’amore testimoniato dal suo agire - ha detto suor Maria Assunta Pedrinzani, Superiora generale delle Ancelle dell’Immacolata - la capacità di trovare nuovo slancio anche nelle avversità».