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Provincia-Emilia

Sissa-Trecasali: la fusione porterà quasi 6 milioni

04 marzo 2013, 22:44

Sissa-Trecasali: la fusione porterà quasi 6 milioni

Cristian Calestani

Più di 5 milioni di euro in 10 anni e  l’esonero dal patto di stabilità nei primi due anni di vita dell'ente. Hanno parlato soprattutto i numeri nel corso dell’assemblea sul progetto di fusione dei comuni di Sissa e Trecasali. A presentare i dati sono stati Ugo Giudice,  vicesegretario comunale di Trecasali,   e Maristella Dicò,   responsabile del settore affari generali del Comune di Sissa.
 «La disciplina nazionale – hanno illustrato i tecnici – prevede un contributo del 20% dell’importo dei trasferimenti statali erogati nel 2010 per 10 anni. Il che significa, per Sissa e Trecasali, un contributo statale di 267mila euro per dieci anni. Ma l’incentivo arriva anche dalla legge regionale con un contributo quantificato sulla base di popolazione, superficie ed entità del bilancio per un totale sui due comuni di 225mila euro spalmati per l’87% nei prossimi dieci anni e per il 13% tra il decimo e il quindicesimo anno dalla fusione. Tutto questo  significa 561mila euro annui per dieci anni. A ciò inoltre si aggiunge l’esonero dal rispetto del patto di stabilità per due anni e una cifra fino a 150mila euro come start up per dare inizio all’iter di fusione».
 Prima dei tecnici a parlare erano stati i due sindaci di Sissa, Grazia Cavanna, e di Trecasali, Nicola Bernardi. Dall’assemblea è emersa una certa convinzione dei cittadini sissesi a sposare il progetto fusione. D’accordo gli esponenti di minoranza come ha spiegato il consigliere Mauro Foglia: «Condividiamo una soluzione che ci permette di unire le forze e veder arrivare qualche soldo in più».
 Tanti gli interventi dei cittadini. Dai gestori dello Storione è arrivato l’auspicio affinché con i soldi in arrivo si riesca a sistemare anche la piscina comunale di Coltaro, «una delle risorse più belle del nostro territorio sulla quale non si è potuti intervenire proprio per i vincoli imposti dal patto di stabilità».
Favorevole anche il preside dell’istituto comprensivo Alberto Berna: «Oggi la scuola ha un contatto diretto con le due amministrazioni e così potrebbe continuare ad essere se vi fosse una fusione. In caso di ingresso dei due Comuni in Unione i rapporti sarebbero invece con una sorta di commissario che sta a Fidenza, lontano dalla nostra realtà».
Il dottor Ezio Bosi di Gramignazzo ha poi ripercorso gli elementi comuni del territorio «chiuso tra la sponda destra del Taro e il Milanino e contraddistinto già da una sola scuola media, da una tradizione religiosa comune e dalla stessa inflessione dialettale». Tra gli interventi anche quello del consigliere regionale   Gabriella Meo, che vive a Sissa: «Due Comuni hanno la forza di fondersi per non rimanere schiacciati da questo momento storico seguendo un percorso ispirato alla trasparenza e alla partecipazione».
Non sono mancati anche altri pareri. «A noi piacerebbe votare su questi temi» l’appello di un cittadino. «Prima di votare sarebbe bene risolvere tutte le questioni logistiche del nuovo Comune» è stata la considerazione di un altro sissese, mentre una signora si è posta alcune domande: «Nell’immediato arriveranno contributi, ma sul lungo periodo ci sarà convenienza per la gestione dei servizi al cittadino?».  Entusiasti i giovani: «Le fusioni tra associazioni fino ad ora hanno funzionato. Potrebbe essere così anche per il Comune».