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Un Lavezzini straordinario stende Taranto

04 marzo 2013, 19:40

Un Lavezzini straordinario stende Taranto

Roberto Lurisi
Per i miracoli il Lavezzini è decisamente attrezzato. Le gialloblù sconfiggono in rimonta le campionesse d’Italia della Goldbet Taranto, acquisiscono la certezza matematica di aver conquistato uno dei primi quattro posti al termine della stagione regolare e ora possono dire di avere molte chance di chiudere al terzo. Basterà vincere una sola gara delle due rimanenti (in trasferta a Umbertide il 17 marzo o in casa con Priolo il 28), mentre non va dimenticato che la settimana prossima si cambierà scenario con l’attesa Final Four di Coppa Italia a Lucca.
Ma con i calcoli stavolta ci fermiamo ben volentieri perché quello che si è visto ieri va al di là del canestro in più realizzato o della rimonta incredibile costruita, con le ragazze di Procaccini finite addirittura a -18 (33-51 al 27’), in grado di acquisire il loro primo vantaggio solo a 2’ dalla sirena sul 60 a 59 e di chiudere la gara con un ultimo quarto strepitoso (parziale 25 a 9). Un Lavezzini che per l’ennesima volta ha tirato fuori attributi e tecnica in egual misura, in condizioni impossibili di fronte a un organico «profondo» come quello della compagine pugliese. Out Corbani (e si sapeva!) Procaccini ha concesso qualche minuto a Weaver e a Fazio, entrambe all’esordio, ma non ottenendo granché, anche se per Fazio il discorso è veramente collegato al suo innesto effettuato in fretta e furia. Su Weaver, invece, il dilemma rimane perché l’idea è che ci sia una problematica fisica e tendinea di non semplice risoluzione.
Nonostante ciò e chiedendo alle sei giocatrici «sane» di fare gli straordinari, con cinque di loro oltre i 30’ di utilizzo, Parma ha vinto con intelligenza perché, lo continuiamo a ripetere da mesi, questa è una squadra che gioca una bellissima pallacanestro e che non crea i suoi attacchi sulle individualità ma su di un complesso e articolato lavoro collettivo. Poi è altrettanto ovvio che se non ci fossero i valori delle singole, servirebbe a poco. Se Harmon non avesse i numeri per segnare un canestro decisivo da favola a 1’09” (solo 6” da giocare) con uscita dai blocchi e tiro in sospensione dall’angolo a corpo spostato di lato, o Kireta non avesse acquisito la reattività di una ventenne, nonostante i suoi 198 centimetri (21 punti, 12 rimbalzi, 30 di valutazione) oppure Battisodo (13 punti e 9 recuperi), non avesse ormai l’autorità di un play navigato (la ragazza dovrà ringraziare a vita Procaccini), parleremmo del niente.
La forza delle gialloblù è anche quella di risalire da uno 0-12 frutto dell’insicurezza creatasi in avvio per le difficoltà di Kireta (vedi anche un paio di fischi non tutelanti per lei). Senza l’appoggio del suo totem Parma ha tremato (10-22 al 10’), risalendo con l’innesto prezioso di Ajdukovic , 4 punti di Zara e un parziale 11 a 3 (23-25 al 15’) Per quattro volte, però, il Lavezzini non trova il pareggio e si fa spegnere di nuovo fino al già citato -18 dopo una tripla di Cohen. Sembra finita e il successivo canestro di Harmon viene letto solo come un tentativo di non mollare, ma senza pretese. Errore: è il segnale della rimonta. Si arriva già a -9 al 30’ (42-51), con le ducali brave ad attaccare le rivali in 1 contro 1 e a giocare sull’impensabile rallentamento di Taranto. Non doveva essere Parma alla frutta? Battisodo e Kireta costruiscono il sorpasso (60-59 al 38’), Harmon realizza il suo capolavoro a 1’09” (63-59) e sui falli sistematici delle pugliesi nessuno perde la testa. Vittoria meritata con qualche giusta lacrima finale.

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