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Economia

"Green economy", nuove opportunità per tentare di uscire dalla crisi

05 marzo 2013, 21:10

Mara Troni
La green economy è una strada che apre nuovi scenari per uscire dalla crisi. Il 23,6% delle imprese punta sulle opportunità offerte dalla «economia verde», lo ha messo in evidenza il rapporto annuale di Greenitaly 2012 della fondazione Symbola e Unioncamere. Il settore agricolo, nei prossimi tre anni, prevede di generare oltre centomila posti di lavoro. Una previsione che trova conforto dai dati del secondo semestre del 2012, dove, per la prima volta, da dieci anni, si è registrata un’inversione di tendenza e sono aumentate del 4,2% le imprese condotte da giovani,  di cui la metà con età  tra i 18 e i 34 anni.
I giovani scelgono di vivere in campagna, magari gestendo   un agriturismo, perché, venute meno le garanzie del posto fisso,  emergono tutte le criticità del lavoro dipendente, spesso ripetitivo.  Sono molti gli ambiti in cui le imprese agricole  possono trovare spunti innovativi:   dalla concia all’agroalimentare, passando per fonti rinnovabili    e protezione della natura. La green economy italiana è un «filo verde» che unisce i vari settori. La peculiarità del percorso verde sta nella riconversione ecocompatibile delle forme produttive più tradizionali con riflessi positivi sull’occupazione.
I dati della ricerca mettono in luce che il 30% delle assunzioni non stagionali delle imprese italiane per il 2012 è stato per figure professionali legate alla sostenibilità ambientale. L’«economia verde» in Italia è una rivoluzione di pensiero che investe il 23,6% delle imprese industriali e terziarie con almeno un dipendente. Un discorso quello legato all’economia ecocompatibile che investe tutta la Penisola, ma soprattutto le regioni del Nord.
L’innovazione è la parola d’ordine delle aziende impegnate nella sfida dell’ecocompatibilità tanto che, nel 2011, il 37,9% delle imprese italiane hanno investito in ecosostenibilità di prodotto o di servizio, contro un 18,3% di imprese che non investono green. Il discorso è uguale per l’esportazione dove il 37,4% delle imprese green vanta presenze sul mercato estero contro il 22,2% delle altre.