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Donadoni: "Adesso basta regali"

05 marzo 2013, 19:49

Donadoni:

Il Parma non sa più vincere. Non lo fa  da 8 partita, dalla gara interna del 6 gennaio contro il Palermo.  Sono passati due mesi e oggi la squadra, reduce dalla sconfitta di  Marassi contro la Sampdoria, ha ripreso la preparazione in vista  del match interno contro il Torino. In conferenza stampa Roberto  Donadoni che ha difeso i suoi, ma ha anche chiesto un’inversione  di tendenza. "Serve ancora più grinta e più convinzione. Non si  possono sempre sbagliare occasioni, prima o poi entreranno anche…  Detto questo, riprendiamo ad allenarci con la coscienza di dover  lavorare sodo e ancora di più". A chi gli chiede se la crisi di  risultati possa incidere sulla sua conferma a Parma, l’ex ct  azzurro replica: "sono lo stesso di prima. E’ un discorso che a me  non compete. Io penso a fare l’allenatore e a farlo nel migliore  dei modi. Per certi discorsi poi ci vorrebbe un grado di  maturazione da parte di tutti quanti. A volte risposte banali  hanno anche banali presupposti". Si dice che vincere aiuta a  vincere, magari serve una vittoria per sbloccarsi e tornare a  essere il Parma visto prima della sosta, visto che al momento la  squadra sembra mentalmente frenata. A tal proposito in passato il  Parma aveva collaborato anche con uno psicologo: "Personalmente  reputando la questione rilevante ho anche seguito dei corsi. Ora  mi manca solo seguire un corso da chirurgo - scherza Donadoni -  per intervenire direttamente sul cervello… Al di là di quella che  può essere la battuta, l’aspetto mentale è importante, ci  lavoriamo, perchè quando non si arriva con l’allenamento fisico  può avere variabili non indifferenti". 

Donadoni non crede a un rilassamento della squadra dopo gli ottimi  risultati ottenuti prima di Natale. "A mio avviso questo è un  discorso che potrebbe essere esteso a tutte le piazze e non fatto  solo in riferimento a Parma. In questo momento poi sarebbe troppo  facile mettere a giustificazione dei risultati che non arrivano  anche questo elemento. Io invece posso dire che non vedo come  lavora la squadra e non lo sta facendo in modo diverso rispetto al  periodo delle sette vittorie consecutive della passata stagione -  spiega il tecnico dei crociati -. E’ però anche vero che stiamo  subendo gol non per particolare bravura degli avversari ma per  mancanze nostre. Anche domenica per esempio in occasione della  rete subita c'è stata una mancanza di collaborazione. Se poi  aggiungiamo anche qualche fatalità di troppo il quadro è  completo. Ora però non dobbiamo più regalare nulla ma aumentare  attenzione e concentrazione. Dobbiamo essere più bravi in questo.  Arriva una buona squadra come il Torino che ha saputo risalire la  classifica". Tra i granata non ci sarà Cerci, punto di forza  della squadra di Ventura. "Sicuramente ci saranno altri giocatori  con qualità. Ma noi come detto, dobbiamo innanzitutto guardare a  noi stessi". Si parla poi di attaccanti, di chi è partito come  Pabon e del suo momento positivo al Betis e di chi è rimasto come  Biabiany: "Dorlan in un paio alcuni momenti ha fatto cose perfette  per quelle che sono le sue caratteristiche, poi probabilmente nel  contesto di gioco generale non ha trovato lo spazio che avrebbe  voluto e che anche io pensavo potesse avere, questo l’ha un pò  condizionato anche nel suo modo di esprimersi. Poi ha avuto anche  difficoltà legate al suo momento famigliare, mentalmente questo  non l’ha aiutato".

"Pabon - ha proseguito Donadoni - è un giocatore che ha  caratteristiche importanti che sono quelle della velocità, della  rapidità e di richiesta della profondità, c'era necessità però  di tempo per assimilare alcune cose. Sono molto felice che stia  facendo bene in Spagna. Il Parma mandandolo al Betis gli ha dato  la possibilità di giocare e di esprimere quei valori che gli  erano stati riconosciuti portandolo qui". Da Pabon a Biabiany.  "Anche domenica ha avuto un’opportunità importante. Purtroppo  difetta un pò in termini di fiuto del gol, ma questa è una cosa  che deve essere nel dna. Negli ultimi 15-20 metri si diventa poco  allenabili, perchè bisogna sentire il momento giusto  dell’inserimento e del proporsi in un determinato modo. Lui punta  molto sulle qualità atletiche importantissime che ha. Nelle  ultime due tre partite ha avuto diverse palle gol importanti e non  è riuscito a trasformarle, se le avesse messe dentro oggi  parleremmo in termini diversi, ma le sue caratteristiche sono  queste".