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Economia

Prefabbricati Parma senza stipendi. L'azienda: grave crisi, ma superabile

05 marzo 2013, 21:11

Prefabbricati Parma senza stipendi. L'azienda: grave crisi, ma superabile

Non ricevono lo stipendio da due mesi e mezzo e ieri, per la seconda volta nel giro di un paio di settimane, i dipendenti della Prefabbricati Parma di Colorno sono tornati a protestare. Hanno organizzato un picchetto davanti all’ingresso dell’azienda per tutta la giornata, mentre stamattina è in programma un’assemblea.
L’azienda, per voce del consulente di direzione e organizzazione aziendale Marzio Mazzoli chiamato dalla proprietà lo scorso 7 gennaio, parla di una situazione di grave crisi settoriale del comparto edilizio e della quasi totale mancanza di liquidità. Ora fondamentale è la partita che riguarda il concordato preventivo in continuità richiesto, lo scorso 19 febbraio, al Tribunale di Parma, mentre a giorni sarà convocato anche un tavolo di crisi in Provincia.
«I 46 dipendenti – dice Mauro Toscani della Cisl – non hanno percepito il saldo della retribuzione di dicembre e gli stipendi di gennaio e febbraio sino al giorno 19. Chiediamo un impegno preciso all’azienda per andare avanti. C’è stato prospettato anche l’avvio della cassa integrazione straordinaria senza anticipo, il che significherebbe sette mesi senza vedere soldi». Per Antonino Leone della Cgil «la proprietà deve dimostrare senso di responsabilità. La presenza di 18 soci al timone dell’azienda non facilita il delinearsi di una posizione univoca. I lavoratori hanno dimostrato responsabilità e solo ora hanno deciso di uscire all'esterno. Chiediamo almeno il pagamento degli stipendi». «Siamo disposti a trattare su tutto – aggiunge Antonio D’Alessio della Uil -. Ma la proprietà deve dimostrare di ritenere i lavoratori un patrimonio dell’azienda».
Sul fronte opposto ha parlato Mazzoli. «Siamo dinnanzi ad una grave crisi – ha detto – crisi settoriale del comparto edilizio, specifica della Prefabbricati Parma e di liquidità perché è complesso ricevere pagamenti nel contesto economico attuale. Le difficoltà del settore edile sono note a tutti. Ci sono aziende in cui i lavoratori non ricevono lo stipendio anche da 7 o 8 mesi. Qui la difficoltà è ancor più paradossale perché ci sono ordini da evadere, ma manca la liquidità in un momento storico in cui le regole del mercato le detta chi compra. Abbiamo chiesto il concordato preventivo in continuità perché ci sono tutti i presupposti per proseguire l’attività e non certo come temono i sindacati per finire gli ordini e poi chiudere. Il passivo patrimoniale è inferiore all’attivo. Ci sono le condizioni per superare queste difficoltà, ma serviranno decisioni importanti e senso di responsabilità di tutti».