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Spettacoli

Un premio a Pertusi, orgoglio ducale nel mondo

05 marzo 2013, 21:11

Un premio a Pertusi, orgoglio ducale nel mondo

«A Michele Pertusi, parmigiano, ambasciatore del belcanto nel mondo». È la motivazione incisa sulla targa che ieri sera, durante l’intervallo di Nabucco, l’Associazione Loggionisti di Parma ha consegnato a Michele Pertusi. Il noto basso, impegnato nel ruolo di Zaccaria, è salito in loggione in costume durante l’intervallo, per ricevere il riconoscimento: «Ci sono altri premi come questo, - ha detto Pertusi – ma dato dalla propria città coinvolge di più, perché si sente l’affetto della terra natia. Io stesso ero un frequentatore del loggione da giovane, conosco la mentalità del loggionista e apprezzo con tutta l’anima questo riconoscimento, perché so di essere uno dei pochi fortunati». Dall’anno di fondazione dell’Associazione Loggionisti a oggi, infatti, gli artisti che hanno ricevuto il premio si contano sulle dita di una mano: Claudio Abbado nel 2001, quando diresse Simon Boccanegra per il centenario della morte di Giuseppe Verdi; Romano Gandolfi, nello stesso anno; Bruno Bartoletti per il suo settantesimo compleanno; Carlo Bergonzi e infine Leo Nucci, insignito del premio nel 2010 quando è diventato cittadino parmigiano. Ieri si è aggiunto a questa rosa di nomi quello di Pertusi, interprete richiestissimo in Italia e all’estero per un repertorio molto vasto, tra cui alcuni titoli verdiani come Oberto, Conte di San Bonifacio, Attila e Falstaff (opera per la cui incisione ha ricevuto il Grammy Award nel 2006). «Abbiamo scelto Pertusi per la sua carriera internazionale, - ha spiegato il presidente dell’Associazione Loggionisti, Maurizio Baldini – per il valore artistico e perché ha dato un aiuto spassionato al Festival Verdi e alla stagione lirica». Presente alla premiazione anche il direttore artistico del Teatro Regio, Paolo Arcà, che ha commentato: «Ho avuto il privilegio, da Direttore artistico, di lavorare con Michele Pertusi in circa quindici dei cinquanta titoli che formano il suo vastissimo repertorio, da Paisiello e Mozart, passando per Bellini, Rossini, Offenbach, Verdi fino al repertorio contemporaneo, apprezzandone sempre la nobiltà espressiva, la ricchezza di sfumature, l’omogeneità della gamma timbrica, l’appropriatezza dell’approccio stilistico. In più Michele Pertusi è uno di quegli esempi in cui la grandezza dell’artista si intreccia con doti di umanità che ne fanno un artista con cui è un piacere lavorare e che siamo orgogliosi di accogliere ancora una volta al Teatro Regio di Parma».