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Parma

Cresce la litigiosità nei tribunali della Chiesa Anche nelle coppie del Parmense

06 marzo 2013, 20:05

Nel 2012 sono entrate 146 nuove cause al Tribunale Ecclesiastico Regionale Emiliano, che tratta quelle di nullità del matrimonio nel primo grado di giudizio per le Diocesi di Modena-Nonantola, Carpi, Reggio Emilia-Guastalla, Parma, Fidenza e Piacenza-Bobbio. Lo ha reso noto a Modena il vicario giudiziale monsignor Vittorino Tazzioli all’apertura del nuovo anno giudiziario.

«Continua la diminuzione delle cause presentate - ha detto Tazzioli - ed è confermato anche l’aumento della litigiosità. Il contrasto tra le parti è sempre più violento e crudo. Mentre anni addietro il nostro tribunale poteva chiudere una causa in sei mesi, oggi che ne sono alcune che proseguono anche oltre i tre anni. Le presone si presentano cariche di rabbia. Il fallimento dei rapporti affettivi e della vita di famiglia, anche se ormai è molto frequente e pare accettato culturalmente, in realtà crea ferite e drammi in persone che non hanno la capacità di sopportarli».

Le cause pendenti dall’anno precedente nel Tribunale Ecclesiastico Regionale Emiliano erano 137 nel 2012. Da Carpi sono state 8, 7 da Fidenza, 55 da Modena, 17 da Piacenza - erano 45 l’anno precedente ed è il calo più significativo - 28 da Parma e 31 da Reggio Emilia. A fine anno sono state 283 quelle trattate complessivamente, 152 definite con sentenza. Di queste, 146 sono state affermative e 6 negative.

Le motivazioni maggiori sono state l’esclusione dell’indissolubilità del matrimonio - concessa 74 volte come capo di nullità - ed esclusione della prole, valsa 55 volte. Poi, monsignor Tazzioli ha elencato le «malattie della volontà», ovvero il difetto nella discrezione del giudizio, e l'incapacità psichica di assumere gli oneri del matrimonio. I periti del tribunale sono fondamentali per definire questi capi di nullità.

L'Albo degli avvocati presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Emiliano comprende 32 professionisti. Il costo della causa, per l’attore della causa presso il Tribunale, è di 525 euro, la metà per la parte convenuta. Il costo è stabilito dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Gli onorari degli avvocati sono stati stabiliti da un decreto della Cei del 2011. Per il processo di primo grado e per il processo d’appello si va da un minimo di 1.575 euro ad un massimo di 2.992 euro.

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