Sei in Archivio

Parma

Enrico Calamai, una vita per i diritti umani

06 marzo 2013, 16:22

Enrico Calamai, una vita per i diritti umani

“Il problema è quello che facciamo noi, noi Stato”. Parla di diritti umani Enrico Calamai e lo fa a partire dalla sua esperienza di diplomatico iniziata in Cile poi proseguita in Argentina, dove fu console dal 1972 al 1977, negli anni tremendi della dittatura militare di Videla quando le persone venivano rapite, torturate e seviziate e poi si facevano sparire sottraendole agli affetti più cari. E il ricordo personale, che una giornalista gli chiede al termine dell’incontro di benvenuto organizzato in Provincia con il presidente Vincenzo Bernazzoli, racconta la tragedia di cui è stato testimone, quando giovanissimo diplomatico a Buenos Aires cercava con ogni mezzo e mettendo a rischio la propria vita di salvare centinaia di uomini e donne minacciati dal regime militare. L’episodio che racconta è quello di una giovane, figlia di italiani, che con la madre arriva in Consolato e parla del rapimento suo e del suo ragazzo, di cui poi non saprà più nulla, delle torture e dello stupro protrattisi per giorni, delle minacce ricevute quando la lasciano andare. “Se parli ti ammazziamo” le dicono. Come tanti altri nemmeno lei sa la ragione di tutto questo ma la denuncia la fa perché sentiva fosse suo dovere.
“Se c’è una cosa per cui la mia persona, quello che ho vissuto, ha un senso è che tutto è cambiato ma tutto è come allora. Ci sono ancora gli esseri che non arrivano. Spesso pensando ai barconi lasciati vagare nel mare mi chiedo se questi non hanno finito per portarci qui  desaparecidos – e più in là – I diritti umani sono un conquista dell’umanità e non possono essere ignorati. L’unica cosa da fare è cercare di organizzarsi, mettersi insieme come istituzioni, volontariato e agire in loro difesa, con gli strumenti di cui si dispone”.
Enrico Calamai è a Parma e nel Parmense su invito della Rete “ Terra d’Asilo”, il progetto di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, inserito nella rete SPRAR (sistema nazionale di protezione), e sostenuto da 27 Comuni del territorio provinciale con capofila Fidenza, con la partecipazione della Provincia di Parma e Ciac onlus in qualità di ente gestore del progetto che mette a disposizione 35 posti di accoglienza.
L’incontro in Provincia è l’occasione per un confronto su questi temi e sul lavoro svolto in un decennio sul territorio da Ciac.
“Dobbiamo a loro il fatto di avere nella nostra agenda istituzionale un tema come quello dei rifugiati e richiedenti asilo. Il lavoro costante svolto da Ciac costruisce e diffonde responsabilità” – sottolinea l’assessore provinciale Marcella Saccani.
“Da oltre un decennio in Italia si sta costruendo un sistema di protezione che rispetti la dignità dei rifugiati, un sistema di cui siamo parte e che abbiamo contribuito a realizzare con un progetto che è punto di riferimento nazionale” – ha spiegato Emilio Rossi presidente di Ciac onlus.
“Le vite delle persone si salvano biologicamente ma anche consentendo di riappropriarsi della propria vita – ha commentato Maria Silvia Olivieri che accompagna Calamai e che fa parte del Servizio Centrale SPRAR, tra i massimi esperti della protezione rifugiati e richiedenti asilo in Italia - Ci rediamo colpevoli nei confronti delle persone che vengono qui ogni volta che permettiamo non sia restituita loro la dignità, ogni volta che il nostro agire è lontano da un approccio sui diritti umani”.
“E’ importante creare una rete dal basso in cui ognuno faccia la sua parte assumendosi la responsabilità di rendere visibile il problema dei perseguitati e farsene carico” – ha aggiunto Adele Tonini, medico che svolge compito di coordinamento fra Ciac e Ausl di Parma. 
“Il pianeta continua a produrre perseguitati e torturati ed è importante che da’altra parte del mondo esistano realtà come la nostra in cui si è scelto di attrezzarsi per dare aiuto a queste persone” – ha osservato il presidente del Consiglio provinciale Mario De Blasi.
 “ Il tema dei diritti è una questione fondamentale che attiene al valore della persona. Ed è significativo che dal basso nasca la spinta a ritrovare su di esso un filo, un’azione ancor più necessaria in una fase come questa, di crisi mondiale, in cui i problemi rischiano di riacutizzarsi e esasperarsi” – ha detto il presidente Vincenzo Bernazzoli concludendo l’incontro.
Quello di oggi in Provincia è stato il primo appuntamento pubblico, questa sera Calamai sarà a Langhirano (ore 21,00, sala del Consiglio Comunale), domani  7 marzo a Fidenza (ore 10,30, Ridotto del Teatro Magnani) e la sera a Sala Baganza (ore 20,30, sala convegni della Rocca Sanvitale).

Enrico Calamai è stato diplomatico in Cile e Argentina. Viceconsole a 27 anni e poi console a Buenos Aires, nel corso del suo mandato (1972 -77), coinciso con gli anni più bui della dittatura Videla, riuscì a mettere in salvo centinaia di oppositori politici italo-argentini  del regime militare, facendoli espatriare. Una sorta di “Perlasca” dei desaparecidos. Lo fece mettendo in pericolo la propria vita, poiché all’epoca coloro che in Argentina si opponevano al regime di Videla facilmente entravano a far parte della lunga schiera dei desaparecidos: sequestrati, torturati e lanciati da aerei nell’oceano. Nel 2004 il presidente argentino Kirchner gli ha conferito la Cruz dell’Orden del Libertador San Martin, nel 2010 gli è stato consegnato il Premio Italia Diritti Umani. A lui è stata dedicata una puntata di “La storia siamo noi”, di Gianni Minoli, intitolata: "Enrico Calamai. Un eroe scomodo", Rai educational.

Maria Silvia Olivieri, del Servizio Centrale SPRAR. E’tra i massimi esperti in Italia circa l'evoluzione, lo stato attuale e le prospettive future della protezione in Italia. Ha contribuito con il proprio lavoro di ricerca e  pubblicazione  alla divulgazione e all’approfondimento del dibattito nazionale che ha portato il nostro Paese a istituire, da poco oltre un decennio, un sistema nazionale di protezione che si costruisce mediante l’impegno degli enti locali e gli enti di tutela, sviluppando un modello di accoglienza diffusa e integrata. Il suo intervento verte sulla costruzione del sistema di accoglienza e protezione in Italia ed il protagonismo che vi hanno i territori ove si elaborano idee servizi e sperimentazioni che divengono riferimenti a livello nazionale.

Il progetto “Terra d’asilo”, che aderisce allo SPRAR – Sistema di Protezione per Richiedenti asilo e Rifugiati ha a partner: i comuni di Fidenza (capofila), Langhirano, Sala Baganza, Busseto, Fontanellato, Fontevivo, Noceto, Unione Civica Terre del Po (Polesine Parmense e Zibello), Roccabianca, Salsomaggiore Terme, San Secondo Parmense, Sissa, Soragna, Trecasali, Calestano, Collecchio, Corniglio, Felino, Lesignano dé Bagni, Monchio delle Corti, Montechiarugolo, Neviano degli Arduini, Palanzano, Tizzano Val Parma, Traversetolo, CIAC, Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione internazionale di Parma e Provincia, Provincia di Parma, Azienda USL di Parma, Regione Emilia Romagna, Consorzio Solidarietà Sociale Parma, Amnesty International - Gruppo 208 e Circoscrizione Emilia Romagna, Associazione Coordinamento Pace e Solidarietà, Associazione Mondinsieme
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA