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Parma

Le fiamme di Andrea Grignaffini per cuochi che si sfidano su La 7D

06 marzo 2013, 20:12

Le fiamme di Andrea Grignaffini per cuochi che si sfidano su La 7D

Tv che guardi, ricetta che trovi. E, almeno stavolta, presentata da un amico. Da alcune settimane (per 55 puntate in tutto) va in onda, su La7D, «Cuochi e fiamme», una sorta di gara tra chef dilettanti che vengono giudicati da una commissione speciale. Di cui fa parte Andrea Grignaffini, critico enogastronomico parmigiano molto conosciuto non solo in Italia. Che solitamente si misurava con la carta stampata, lasciando alla televisione il tempo di semplici comparsate. Ora però è lì, con questo appuntamento fisso. «La contemporaneità costringe ad adeguarsi ai media e alla fine ti fa comprendere il tuo io in dinamiche differenti e più articolate – spiega Grignaffini -, poi qualche esperienza l’abbiamo già fatta sia nelle tv nazionali sia con la parmigianissima “W la pappa” che abbiamo fatto insieme per TvPr… quindi possiamo parlare di un ritorno di … fiamme». Sorride soddisfatto, anche perché il programma sta avendo un buon successo. Sorride, anche quando si parla di “emozione del video”. «Nel caso specifico del programma emozione a zero, sono stato accolto dalla produzione, da Simone Rugiati (per lui trascorsi parmigiani che ricorda sempre ndr), Chiara Maci e i comici che si sono succeduti (Katia Follesa, Dario Cassini e lo storico Riccardo Rossi) come meglio non si sarebbe potuto pensare. Un ambiente fantastico come raramente mi è capitato di trovare. Tornando alla parte emotiva: mi ha creato un po’ di emozione la sostituzione di una collega- amica bravissima come Fiammetta Fadda che stimo da sempre. Poi il momento dell’assaggio. Ti si gira il tavolo, il tempo è brevissimo, il boccone devi saperlo programmare in modo tale da avere tutti gli ingredienti ben misurati, il ritmo è incalzante e devi esprimere un giudizio ponderato. Insomma non è semplice come sembra». Giusto dunque parlare di tecnica. Dal punto di vista enogastronomico che messaggio lanciate? «Un messaggio tecnico e preciso. Pertinente nelle parole che possa leggere strutturalmente un piatto come si legge un quadro o un brano musicale. Tutto questo in modo non serioso e nemmeno con toni da psicodramma che non condivido. Va bene che la brigata è un termine militare ma in tv non si presentano certo dei professionisti e la severità può arrivare fino a un certo punto».
Grignaffini a dir la verità conosce bene il mondo della tv visto che è stato tra gli sceneggiatori di “Benvenuti a tavola”, fortunata fiction di Canale 5. Ma da grande che vuol fare Grignaffini? «Il mio futuro cerca di essere dinamico e a 360° su tutti i media: ho una rivista – Spirito diVino - da seguire, la TOP 100 vini del mondo che uscirà prestissimo su un settimanale leader, il coordinamento con Luca Gardini della 50 Best wine Awards che si sta declinando in altri settori, lezioni ad Alma, La Guida Espresso dei ristoranti, un progetto internet importante, collane di libri, continuo con la sceneggiatura di Benvenuti a Tavola di prossima uscita primaverile su Canale 5, inoltre un progetto sul vino già annunciato dal mio amico Pietro Valsecchi su Sorrisi e Canzoni TV che spero possa andare in porto. E poi dimentico certo altre cose».  E Parma? Come è vista Parma, la food valley, lontano dai nostri confini? «Di certo la base dei prodotti è eccellente. Il problema di noi parmigiani è però l’autoreferenzialità. Insomma ce la cantiamo e ce la suoniamo. E poi ci autorecensiamo». 

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