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Asma e allergie: in arrivo una nuova terapia tutta italiana

07 marzo 2013, 20:23

Asma e allergie: in arrivo una nuova terapia tutta italiana

MILANO
Luca Pollini
Tra pochi giorni per 3,7 milioni di italiani ricomincia l’incubo. Un incubo che si presenta, puntuale, ogni anno, nello stesso periodo. La primavera, infatti, è uno dei momenti peggiori per chi soffre d’asma. Pollini di fiori e piante possono scatenare congiuntiviti, riniti, seri problemi respiratori, tutte allergie che portano all’attacco acuto nell’80% dei casi. Ma l’incubo primaverile potrebbe stare per finire. La speranza è il risultato di uno studio medico-scientifico illustrato ieri al Circolo della Stampa di Milano da Leonardo Fabbri, direttore della Clinica di malattie respiratorie dell’Università di Modena-Reggio Emilia; Francesco Blasi, presidente della Eurpean Respiratory Society; e Stefano Petruzzelli, Chief medical officer Ricerca e Sviluppo della Chiesi Farmaceutici.
 La ricerca, multinazionale ma a regia italiana e già pubblicata sulla prestigiosa rivista Lancet Respiratory Medicine, indica una nuova strada modificando l’uso dei farmaci esistenti e impiegati per l’asma, una terapia che riduce di un terzo crisi e ricoveri: i farmaci conosciuti non vengono più utilizzati esclusivamente come mantenimento, ma anche al momento del bisogno. Lo studio prova che l’associazione fissa beclometasone-foroterolo in formazione spray extrafine, indicata nel trattamento regolare dell’asma, può essere somministrata con successo anche ai primi sintomi di una crisi, attraverso un erogatore ad alta tecnologia (Modulite) che rilascia piccole particelle. La nuova terapia, testata in 183 centri di 14 nazioni europee su 1.714 persone per ventuno mesi, ha riportato risultati positivi senza aumentare effetti collaterali. È un successo tutto italiano, come ha sottolineato Leonardo Fabbri: «Il nostro Paese – ha detto – ha tracciato la strada per contrastare una patologia che colpisce 150 milioni di persone nel mondo». Il ruolo di primo piano dell’Italia è stato evidenziato anche dal Francesco Blasi: «La pneumologia italiana è ai vertici mondiali, un dato ribadito dal ruolo che svolgiamo all’interno della Società europea, dove siamo impegnati a ricercare e a mettere a disposizione di tutti i pazienti le terapie più innovative». Lo studio ha visto la collaborazione e il coinvolgimento diretto della Chiesi Farmaceutici, prima azienda farmaceutica in Italia per investimenti in ricerca dove investe il 17% del fatturato (192 milioni di euro) e da sempre impegnata nello studiare e sviluppare nuovi farmaci con le Università italiane e internazionali. L’asma è una malattia in continua crescita: secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità i nuovi casi aumentano del 50% ogni dieci anni, e le sue conseguenze, oltre che sulla qualità della vita dei soggetti affetti, hanno anche pesanti riflessi economici: in Italia si calcola che ogni riacutizzazione della patologia costi tra i 1.500 e i 2.000 euro.

 

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