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Parma

Cina, regina della casa che viene da lontano

08 marzo 2013, 00:37

Cina, regina della casa che viene da lontano

Lorenzo Sartorio

Raffinatezza piemontese e fascino parmigiano. Felicina Cirio Foglia (per tutti Cina), presidente  del Movimento italiano casalinghe (Moica), anche se i suoi natali sono eritrei, di Asmara per la precisione, ha nelle vene sangue piemontese. Infatti il padre Mario, originario di Asti, insieme con la moglie Augusta, monferrina doc, si trasferì nella colonia italiana oltremare, per gestire una concessionaria di autotrasporti ad Asmara.
Agli inizi degli anni Cinquanta, il ritorno in patria, a Genova, dove Cina frequenta le elementari, il liceo, per iscriversi poi alla facoltà di lingue dell'Università. Un’«eritrea» sui generis. Biondissima con gli occhi azzurri, seduce  ben presto un giovane imprenditore  che si trova nel capoluogo ligure per affari, ma è parmigiano del sasso:  Franco Foglia.  A vent'anni, Cina, convola a giuste nozze con Franco in un’elegante chiesa genovese. Ma poco dopo il «sì» avviene il trasferimento a Parma, che diventerà la città della coppia e quella delle sue due splendide figlie, che nasceranno di lì a poco: Patrizia e Deborah, entrambe sposate, la prima residente a Milano e l’altra a Brescia.
Cina, che ha sempre coltivato la grande passione per la cucina (d’altra parte una  piemontese, per di più parmigiana d'adozione, non può non amare le buone ricette della tradizione) si avvicina al Moica negli anni ottanta quando l'associazione era guidata da Paola Torsiglieri, moglie dell’indimenticato  medico parmigiano Walter Torsiglieri, per anni, «anima» e punto di riferimento del Centro trasfusionale dell'ospedale Maggiore.
Felicina frequenta  l’associazione, ne condivide i principi ispiratori, crede nella donna come manager della famiglia e non solo con il grembiule, indossato da vestale dei fornelli.  Viene eletta presidente,  attraverso la scelta plebiscitaria delle duecento socie, e inaugura la prima sede del sodalizio  nei locali attigui all’Oratorio dei Rossi in strada Garibaldi.
Dieci anni fa, il trasferimento della sede del Movimento italiano casalinghe in via Turchi,  proprio accanto al Teatro Pezzani. In questo decennio di presidenza,  Cina Foglia ha fatto del proprio sodalizio un laboratorio di idee e una fucina di iniziative  interessanti e seguitissime, un punto di riferimento per tante donne che si ritrovano periodicamente per seguire i vari eventi promossi dall’associazione. Le iniziative sono molteplici e toccano diversi settori: dall'arte alla  cultura, allo spettacolo, alla musica, alle gite, alle visite a musei, alla pubblicazioni di libri.
Ma, soprattutto, il Moica  riserva una particolare attenzione alle problematiche sociali. D’altra parte chi, meglio di una casalinga,  sa che cosa voglia dire mandare avanti una casa, fare la spesa, confrontarsi giornalmente  con prezzi, rincari, offerte e imprevisti? Tutti i mesi la rivista dell’associazione, « Penelope», pubblica la cronaca degli eventi del Moica parmigiano: davvero tanti e tutti di qualità. La dolcezza e la signorilità della presidente, però, si arrendono alla commozione dei suoi amarcord più belli e cioè il giorno della sua elezione alla guida  del sodalizio, i momenti esaltanti che hanno cadenzato le due assemblee nazionali svoltesi a Parma (realizzate grazie al sostegno della «Barilla») alla presenza di oltre ottocento delegate provenienti da tutta la Penisola e anche da varie parti del mondo.
E, infine, l'incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,  lo scorso anno,  in occasione del Primo maggio. Una donna, Cina Foglia,  la quale, più che a una casalinga, a prima vista assomiglia a una stilista di moda.  Eppure, per quanto concerne il «pianeta casalinghe» ne sa davvero una più del diavolo essendo riuscita a creare un movimento che, anche nella nostra città, oltre valorizzare il ruolo-lavoro delle casalinghe,  ne interpreta le varie  le istanze e le giuste aspettative.
Un lavoro, quello delle casalinghe, che si svolge  lontano dai riflettori della notorietà, ma che  è assolutamente indispensabile  per il buon andamento quotidiano e per la solidità della famiglia. Casalinga (un tempo, da noi, molto più semplicemente  «rezdora») ma anche vestale dei fornelli. Infatti, Cina,  è bravissima nel cucinare piatti parmigiani non dimenticando le sue origini piemontesi. E, allora, dalle sue pentole spuntano  profumate bagne càude, fondute, tajarin al tartufo. Insomma, la forza delle radici che si fa sentire.
Sempre con le valigie in mano per andare a coccolare i nipotini Riccardo, Vittoria Alessandro e Lorenzo,  a Milano e Brescia, Cina,  coltiva un'altra passione, il «burraco». Un gioco per il quale indossa anche i panni dell'arbitro, mettendosi a disposizione  nei tornei che si svolgono nella nostra città. Chi l'ha vista dirigere le disfide di burraco, afferma sia inflessibile. Proprio come i veri «piemunteis»: gentilezza e carattere.

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