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Spettacoli

Eros Ramazzotti parte forte. Il "Noi world tour" vola in Europa

07 marzo 2013, 20:40

MANTOVA
Paride Sannelli
«A te ti conosco, a te pure... e anche a te». Ranghi serrati tra i fans sotto palco l'altra sera al debutto di Eros Ramazzotti al PalaBam di Mantova. Si sa, infatti, che i fedelissimi (erano 5000) hanno antenne sensibili per le vicende umane e artistiche dei loro idoli e che il ragazzo nato ai bordi di periferia stia vivendo nuovamente un buon momento lo avvertono tutti. L'ultimo album «Noi» ha già quasi raggiunto le seicentomila copie vendute, di cui circa la metà solo in Italia, e la relazione con la modella bergamasca Marica Pellegrinelli va bene al punto da scatenare sui giornali illazioni su un imminente matrimonio "segreto" e addirittura su un nuovo figlio in arrivo.
Per Eros, cinquant'anni il prossimo ottobre, si tratta dell'ennesima rivincita. Almeno la quarta, tiene il conto lui, di una carriera iniziata trent'anni fa. «Nella vita si cade, si gratta il fondo, ci si rialza e si risale. Dopo l'album 'Ali e radici' ho ricominciato da zero o quasi. Ci vogliono grinta e determinazione, anche se una situazione familiare finalmente felice aiuta tanto, tantissimo». E la sua famiglia tutta al femminile, cui ha dedicato «L'aurora» prima di rivolgere un pensiero pure a Lucio Battisti e Lucio Dalla, l'altra sera stava tutta in tribuna; c'erano infatti sia la figlia maggiore Aurora, avuta sedici anni fa da Michelle Hunziker, che la piccola Raffaela Maria, nata nell'estate 2011, in braccio a mamma Marica. Intanto per un anno se ne rimarrà in tournée.
Nell'agenda, infatti Eros tiene un'ottantina di show calendarizzati in quattro continenti diversi. Un cammino in bilico l'Europa e l'Australia, gli Stati Uniti e il Sudafrica da affrontare con una megaproduzione giocata su una  sofisticata struttura modulare sospesa che incombe sulla scena modificando di continuo coi suoi movimenti spazi e schermi per le proiezioni. Eccellente il suono di una band italoamericana di sette elementi alle dipendenze del pianista e arrangiatore Luca Scarpa trascinata dal basso di Reggie Hamilton e dalla batteria di Gary Novak oltre che dalla chitarra del californiano Kirk Fletcher. Accade così che fra i 27 brani in repertorio "Un attimo di pace" o la stessa "Terra promessa" si scoprano un'anima inopinatamente funky e che "Fuoco nel fuoco" finisca per ritrovarsi tra afrori salsa come in un localaccio del L'Avana. «La sfida più grossa di questo show è stata  quella di stravolgere gli arrangiamenti mantenendo intatte le armonie, ma vestendole con abiti diversi» spiega Ramazzotti. «In tempi di crisi bisogna migliorarsi tantissimo per giustificare fino all'ultimo spicciolo il prezzo del biglietto d'ingresso. Con questo tour, poi, sono orgoglioso di riuscire a dare lavoro per tutti questi mesi ad un'ottantina di persone, che superano il centinaio con il personale reclutato localmente data per data».
In Italia l'attendono il 9 e 10 marzo il Palaolimpico di Torino, dal 12 al 18 il Forum di Milano (5 repliche), il 21 e 22 il Palamaggiò di Caserta, il 24 e 25 il Mandela Forum di Firenze, il 2 aprile l'Adriatic Arena di Pesario e il 3 l'Unipol Arena di Bologna. Unici appuntamenti estivi il 21 giugno all'Olimpico di Roma (dove dice di aver invitato pure Anastacia, nella speranza che per allora abbia vinto la sua battaglia contro la malattia tornata dopo dieci anni) e dall'11 al 14 settembre, per tre sere, l'Arena di Verona. E, tra una conversazione e l'altra, Eros si iscrive a sorpresa al popolo Cinque Stelle. «Seguo Grillo da tempi non sospetti - rivela - Come tanti altri, guardo a lui  perché al momento in Italia non c'è altro a cui aggrapparsi. I grillini fanno quello che dicono e speriamo che pure in parlamento tengano fede ai propositi perché nel paese c'è bisogno di un cambiamento netto. In rete ho seguito i comizi-spettacoli del Movimento e mi sono trovato d'accordo con loro quasi su tutto».