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Parma

Teresa Davoli, fra i 12 ricercatori "al top"

08 marzo 2013, 19:16

Luca Molinari

Prestigioso riconoscimento per la giovane ricercatrice Teresa Davoli. Trent’anni, parmigiana d’adozione, vive a New York e il 3 maggio riceverà il premio «Harold M. Weintraub» dal centro di ricerca sui tumori «Fred Hutchinson» di Seattle, un riconoscimento istituito nel 2000 per onorare la memoria di Harold Weintraub, leader internazionale nel campo della biologia molecolare, morto nel 1995 a 49 anni di cancro al cervello. Il premio viene assegnato ogni anno a 12 ricercatori scelti da un comitato di docenti e studenti del centro di ricerca fra i candidati segnalati da tutte le università per i risultati d’eccellenza ottenuti durante il dottorato in scienze biologiche.
Teresa Davoli è una ricercatrice in bio-medicina alla Rockefeller University di New York, dove ha lavorato nel laboratorio di Titia de Lange, portando avanti uno studio sulla formazione dei tumori. In particolare, ha studiato «un nuovo meccanismo che porterebbe alla formazione di aberrazioni cromosomiche nel Dna, durante lo sviluppo dei tumori - spiega - Questo meccanismo dipende dalla regolazione dei telomeri, le strutture terminali dei cromosomi, che durante l’invecchiamento subiscono un’alterazione funzionale e contribuiscono alla formazione dei tumori». Teresa, raggiunta via mail, ha ripercorso gli studi che l’hanno portata ad ottenere questo riconoscimento. Originaria di Reggio Emilia, si è trasferita a Parma ai tempi delle superiori con la famiglia. Interessata alla medicina e alla ricerca, nel 2002 ha superato il test di ingresso alla Scuola Normale di Pisa per biologia molecolare, lavorando anche nei laboratori del Cnr di Pisa. «Dopo la laurea triennale in biologia molecolare – spiega – mi sono trasferita all’Università San Raffaele di Milano dove ho conseguito la laurea specialistica in Biotecnologie mediche molecolari e cellulari». Poi l’avventura americana «portata avanti con grande soddisfazione, in attesa – confessa Teresa – che arrivino tempi migliori nel nostro Paese». La giovane ricercatrice è da sempre legata alla Comunità di Sant’Egidio, che frequenta dall’epoca del liceo. Un impegno che si aggiunge a tanti altri interessi coltivati nel tempo libero, tra cui il nuoto e la danza. Nero Tondo.Nero Tondo.Circo Puntino Elisa Zanlari sulla «ruota tedesca».

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