Sei in Archivio

Sport

Bruno Souza, ex portiere Flamengo, condannato a 22 anni per il brutale omicidio dell'amante

09 marzo 2013, 10:47

Bruno Souza, ex portiere Flamengo, condannato a 22 anni per il brutale omicidio dell'amante

Non sono bastate le parole di pentimento, le lacrime (che la maggioranza dell’opinione pubblica ha giudicato «di coccodrillo»), lo sguardo basso e la Bibbia tra le mani: l’ex portiere del Flamengo, Bruno Fernandes das Dores de Souza, è stato condannato a 22 anni e tre mesi di carcere per la morte dell’ex amante, Eliza Samudio.

La sentenza è stata emessa dal tribunale brasiliano di Contagem, nella regione metropolitana di Belo Horizonte. Per coincidenza, proprio nel giorno della Festa internazionale della donna, tre anni dopo una dichiarazione dello stesso Bruno che aveva sollevato qualche polemica: «Chi non ha mai dato qualche sberla alla propria compagna?», disse l’ex atleta ai giornalisti, il 6 marzo 2010, commentando una violenta lite avvenuta tra l’amico Adriano 'Imperatorè e l’allora fidanzata.
Nel caso di Eliza – dalla quale il portiere ha avuto anche un figlio – Bruno ha addirittura macchinato con un omicidio efferato: ha dato carta bianca all’amico d’infanzia Luiz Henrique Romao, detto 'Macarraò, che, con l’aiuto di un complice, nel giugno 2010 ha strangolato la ragazza, ne ha fatto a pezzi il corpo e lo ha dato in pasto ai cani.
Bruno, che in base alle accuse rischiava fino a 41 anni di reclusione, ha ottenuto uno sconto della pena per aver confessato di aver saputo del crimine, anche se ha cercato di negare di essere stato il mandante. Una persona «fredda, violenta e calcolatrice», l’ha definito la giudice Marixa Fabiane Lopes, che ha emesso la sentenza.
L'ex ricco e famoso calciatore – detenuto dal luglio 2010 - torna dunque in prigione, da dove dovrà dire addio al sogno di una carriera brillante, che i media locali all’epoca avevano disegnato per lui, immaginandolo addirittura a difendere i pali della 'Selecaò ai prossimi Mondiali del 2014.

© RIPRODUZIONE RISERVATA