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Parma

Emilia e Piera, il coraggio di essere donne

09 marzo 2013, 19:35

Emilia e Piera, il coraggio di essere donne

Ilaria Moretti
La speranza è donna. Come un vento libero soffia nell’altra «metà del cielo». Un vento che ieri ha accarezzato anche il palazzo della Provincia dove due donne, tanto semplici quanto straordinarie, hanno ricevuto la «Violetta d’oro», simbolo del premio Venturini.
Si tratta di Piera Aiello ed Emilia Agostini Zaccomer: testimone di giustizia che ha fatto della lotta alla mafia un impegno per la vita, la prima; piccola grande portabandiera del volontariato parmigiano, la seconda. Entrambe modeste ed entrambe emozionate durante la cerimonia di consegna di un riconoscimento istituito dall’ente di piazza della Pace e dal Consiglio provinciale per ricordare un’altra figura indimenticabile: quella di Pierangela Venturini, avvocato, fondatrice di «Forum donne giuriste», presidente del Centro antiviolenza di Parma.
Non può essere ripresa né fotografata, Piera Aiello - 45 anni, siciliana - perché la sua è una vita sotto protezione da quando decise di dire basta a cosa nostra: «E se questo è il prezzo da pagare per avere compiuto la mia scelta, va bene così», afferma senza dubbi. Moglie di Nicola Atria, nuora del boss Vito Atria, dopo avere assistito alla morte del marito in una faida, poco più che ventenne, scelse di rivolgersi alla giustizia: prima ai carabinieri, poi a Paolo Borsellino e ad alcune magistrate. La strage di via D’Amelio e il suicidio, poche settimane dopo, della cognata Rita Atria, che come lei aveva scelto di opporsi al sistema mafioso, non l’hanno fermata: il suo impegno prosegue oggi, con una nuova identità e una voglia inarrestabile di testimoniare e raccontare.
«Nel ricevere questo premio mi sento commossa - esordisce -: perché è dedicato a una grande donna». Poi parla di sè stessa: «Sono una persona semplice, una mamma che si limita a compiere ogni giorno il proprio dovere di cittadina italiana». Quindi il ricordo toccante della cognata: «Se faccio tutto questo è anche per lei. Prima di morire ha lasciato scritto nel suo diario di andare tra i ragazzi e dire che c’è un mondo onesto. Io credo che la mafia si possa sconfiggere perché noi donne abbiamo una forza grande come il mondo».
La sua storia Piera l’ha raccontata anche nel libro «Maledetta mafia», scritto a quattro mani con il giornalista Umberto Lucentini e con la postfazione di don Luigi Ciotti.
Dalla Sicilia a Parma: la luce brilla negli occhi di un’altra donna. Emilia Agostini Zaccomer, 85 anni, si è occupata per anni dei diritti dei coltivatori nella Coldiretti e nel patronato Epaca. Dal ’93 fa parte dell’associazione «Per ricominciare» impegnata con i detenuti e le loro famiglie. Dall’84 è una colonna portante dell’Avoprorit e nel ’92 è stata insignita dell’onorificenza ufficiale al merito della Repubblica. «Dedico questo premio alla mia famiglia e a tutto il volontariato, campo in cui Parma si dimostra molto generosa», afferma, prima di ricordare con il sorriso agli uomini che «se siete al mondo è per merito nostro».

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