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Provincia-Emilia

Favia resta nel gruppo M5S come indipendente. De Franceschi: "Non condivido"

09 marzo 2013, 19:16

Favia resta nel gruppo M5S come indipendente. De Franceschi:

BOLOGNA– «Giovanni Favia ha deciso di non passare al gruppo misto, ma di restare all’interno del gruppo M5S come indipendente. È una scelta che non condivido assolutamente, ma che rientra tra le possibilità che gli strumenti legislativi gli consentono». Lo precisa su facebook il consigliere regionale Andrea Defranceschi, rimasto unico rappresentante M5S nell’Assemblea legislativa dell’Emilia- Romagna dopo l’espulsione di Favia da parte di Beppe Grillo.
Favia, impegnato con Rivoluzione civile di Ingroia anche dopo le elezioni che lo hanno lasciato fuori dal Parlamento, è stato colto di sorpresa dall’annuncio di Defranceschi, con il quale in questi giorni ha continuato battaglie cominciate insieme nei mesi scorsi, come quella sulla Sla, e ha annunciato una nota di replica.
«Dopo numerosi incontri con la direzione generale dell’Assemblea Legislativa – spiega intanto Defranceschi su Fb - è risultato infatti evidente che non ho alcuna possibilità di oppormi o modificare la situazione».

La replica -  «Ho incassato molti colpi bassi in questi mesi», il successo elettorale del M5S ha 'trasformatò molte persone, ma «fortunatamente non tutte. Andrea è una di queste» e «tra di noi negli ultimi giorni non vi è stato nessuno scontro». Così

Giovanni Favia replica su Fb al capogruppo a 5 Stelle, Andrea Defranceschi, che ha annunciato l'intenzione di Favia, espulso da Beppe Grillo e ora con Ingroia, di restare come indipendente nel gruppo M5S dell’Assemblea dell’Emilia-Romagna.

 

«Sono l’unico dei consiglieri espulsi che ha deciso di lasciare il suo mandato prima della sua fine naturale», sottolinea Favia confermando la decisione di dimettersi appena «terminate alcune battaglie» iniziate da tempo. Nel frattempo, «ho continuato a tagliarmi lo stipendio, ho rinunciato al vitalizio (dopo l’espulsione) ed ho affrontato anche il tema della composizione tecnica del gruppo con Andrea». Così, 'per chiarezzà precisa che lasciare il gruppo M5S «significherebbe privarlo di risorse (in seguito alla riduzione della composizione numerica), rompere il gruppo e lo staff che da oltre due anni lavora armonicamente e con ottimi risultati» e «nessuno ci guadagnerebbe: non io, non Andrea, non i cittadini. Ma l’accanimento è già partito e gli insulti anche».

«Per questo mi ha ferito leggere il messaggio di Andrea, privo di spiegazioni, dal quale menti suggestionabili deducono che io rimanga nel gruppo solo per tenermi una poltrona. E via col linciaggio dei fanatici». «Domani parlerò con Andrea - conclude – sono certo che non era nelle sue intenzioni scatenare questi attacchi».