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Spettacoli

Film recensioni - Amiche da morire

09 marzo 2013, 21:05

Film recensioni - Amiche da morire

Gianluigi Negri
Una prostituta, una portaiella, un’ingenua ragazza tutta casa e chiesa. Ci vuole del coraggio a prendere tre stereotipi del genere, per farli assurgere a caratteri protagonisti di una commedia che dura un’ora e quarantacinque ed ha almeno quarantacinque minuti di troppo. Figurine o macchiette che possono al massimo reggere l’urto di una barzelletta: e che, invece, l’esordiente Giorgia Farina «sfrutta» per fare un film sul Sud che parla poco del Sud. «Amiche da morire» tenta di percorrere la strada (stretta, strettissima, come va di moda dire in questi giorni) di un cinema accattivante, che gioca con il folklore, il colore, il sapore mediterraneo. E che punta tutto sulla femminilità (complicità, liti, sospetti, malizie, educazioni sentimentali) per avventurarsi in situazioni da commedia nera, tra indagini, delitti e soldi da nascondere. Il registro è grottesco, ma l’impressione è che si voglia semplicemente realizzare una ricetta puntando tutto sull’«esibizione del piatto» anziché sul suo sapore. La scipita commediola isolana non «affonda» mai nei temi: affoga invece nei luoghi comuni. La mamma possessiva, le comari che spettegolano, il vecchio che schiatta andando con la prostituta sono alcune delle figure di contorno che dovrebbero «rimpolpare» una storiella gialla (e rosa), nella quale gli uomini o vengono eliminati (letteralmente fatti fuori) oppure sono fessi o cotti al vapore come il tonno in scatola (forse il personaggio maschile che alla fine si ricorda meglio). E allora alle tre protagoniste non resta che farsi guidare da una giovane e inesperta regista che ammicca alle serie tv poliziesche (la iettatrice Crocetta cita Derrick e «Csi»: per forza, poi, non trova un uomo...), pensando un po’ troppo alle casalinghe disperate. Sabrina Impacciatore accentua gli accenti ancor più di Teresa Mannino. Cristiana Capotondi è più svenevole e smorfiosa che ne «Il peggior Natale della mia vita». E Claudia Gerini mostra sempre più centimetri di pelle. In più di una scena si ha l’impressione che tutte e tre siano fuori controllo. Se andasse la domenica sera su Raiuno, probabilmente «Amiche da morire» farebbe alti ascolti. Per rubare la battuta a un collega: cinema che si taglia con un grissino.

Giudizio: 1/5

AMICHE DA MORIRE
REGIA:  GIORGIA FARINA
SCENEGGIATURA:  FABIO BONIFACCI, GIORGIA FARINA
INTERPRETI:  CLAUDIA GERINI, CRISTIANA CAPOTONDI, SABRINA IMPACCIATORE, VINICIO MARCHIONI, MARINA CONFALONE, CORRADO FORTUNA
GENERE:  COMMEDIA
Italia 2013, colore, 1 h e 43’
DOVE: THE SPACE BARILLA E CAMPUS