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Spettacoli

Film recensioni - La cuoca del presidente

09 marzo 2013, 21:13

Film recensioni - La cuoca del presidente

Lisa Oppici
Se siete a dieta, meglio evitare. Perché i manicaretti che scorrono sullo schermo, meravigliosi, fanno venire davvero una gran fame. A prepararli è Hortense Laborie, «prelevata» dal suo Périgord («un alto funzionario avrebbe bisogno di una cuoca», le dicono) per occuparsi dei pasti del presidente della Repubblica francese, che vuole sapori autentici e una cucina come quella di una volta. Detto fatto, Hortense l’accontenta: ma la sua è una gara dura, anche perché si trova contro non solo tutti gli chef della «cucina centrale» dell’Eliseo ma anche buona parte del Palazzo (bello il titolo originale: è un Palazzo dai sapori agrodolci).
Liberamente ispirato alla vita di Danièle Delpeuch, per due anni cuoca di Mitterrand, e tutto giocato in un ping pong tra l’incarico all’Eliseo e l’anno trascorso subito dopo dalla cuoca in una base francese in Antartide, il film di Christian Vincent è una delicata variazione sul tema del cibo sullo schermo, cui s’aggiunge l’altro filone dei grandi uomini pubblici visti nel privato. Ma è soprattutto la storia di una donna «tosta» che con la sua passione e la sua ostinazione sa farsi largo in un ambiente prevalentemente maschile e in gran parte ostile (conquistando con semplicità e genuinità: controcanto di vite pubbliche invece piuttosto complicate), e che quello stesso ambiente sa mollare quando sono in troppi a remare contro. È un film piacevole, sottile, molto francese, imperniato sulla magnifica interpretazione di Catherine Frot, che sa dare rigore ma anche passione, e determinazione «ribelle», a un personaggio non facile. Meno convincente il presidente di Jean D’Ormesson.
Giudizio: 3/5

LA CUOCA DEL PRESIDENTE - Les saveurs du palais
REGIA: 
CHRISTIAN VINCENT
SCENEGGIATURA:  CHRISTIAN VINCENT, ETIENNE COMAR
INTERPRETI:  CATHERINE FROT, JEAN D’ORMESSON, HIPPOLYTE GIRARDOT, BRICE FOURNIER
GENERE:  COMMEDIA
Francia 2012, colore, 1 h e 35'
DOVE:  D’AZEGLIO, THE SPACE  CAMPUS