Sei in Archivio

Spettacoli

Recensioni film - Il lato positivo

09 marzo 2013, 21:06

Recensioni film - Il lato positivo

Filiberto Molossi
«Non si può essere felici continuamente». «E chi l'ha detto?».
Al tempo della crisi (economica, sì, ma non solo) quando la vita è una scommessa e si perde facile il lavoro e magari anche la testa (oppure un marito, un affetto, una certezza...), l'incontro, in bilico sopra la follia, tra due bizzarre solitudini, tra due storti che non ci stanno dentro e si arrampicano sugli specchi di un'esistenza che li svuota, là dove ognuno, imprevedibilmente - ma inevitabilmente -, è la terapia dell'altro. Splendidi losers, rottamati e autolesionisti, che cercano di rimettere insieme i pezzi del se stesso che nemmeno sanno più dov'è. E che a volte ritrovi dove meno te l'aspetti: in una pista di ballo, ad esempio. In cui imparare da capo i passi dimenticati del sentimento: e la musica, segreta, del cuore.
E' un film che non nasconde le sue cicatrici, una commedia romantica senza filtri, «Il lato positivo»: un viaggio da fermi di ostinato ottimismo che, in un mondo che ti spezza il cuore in tutti i modi possibili, accarezza l'orlo argenteo delle nuvole (come recita il ben più evocativo  titolo originale), alla ricerca di un raggio di sole nella tempesta (e nel grande, grosso, casino) che siamo, col coraggio di credere, una volta di più, che l'unica pazzia da cui valga la pena essere travolti è ancora, e pur sempre, l'amore. E che magari, alla fine, proprio là, in fondo, ci sia un happy end come solo quelli del cinema.
Pat è un bipolare che torna in famiglia dopo 8 mesi passati in un ospedale psichiatrico: ha picchiato a sangue il docente che ha trovato nella doccia con sua moglie e ancora sbiella di brutto se ascolta la canzone del suo matrimonio. Vorrebbe ricominciare con la ex, ma sulla sua strada, tra una corsa e l'altra, incontra un'altra ragazza interrotta, Tiffany, che non ha trovato di meglio che passare da un letto all'altro per elaborare il lutto della morte del marito...
Padri ultra scaramantici, amici soffocati da mogli che ascoltano l'iPod anche in bagno, ragazze facili (e ferite) che non vogliono esserlo più: originale quando non stravagante, in perenne e non semplice equilibrio tra gli alti e bassi di una vita dove commedia e tragedia vanno insieme a passo di valzer, il film di David O. Russell (è quello di «Three kings» e «The fighter»), nonostante svolte sin troppo repentine, accende la luce di un possibile altrove nel buio cieco delle nostre ossessioni. Forte di uno stile a tratti nevrotico capace di riprodurre fisicamente i violenti sbalzi d'umore del protagonista, il regista incornicia i dialoghi con macchina a mano, taglio autorale e un montaggio che non ti lascia stare: attento alla carta da parati come alle canzoni, da quelle che ti fanno dare di matto ad altre (come «Girl from the north country», cantata da Bob Dylan e Johnny Cash....) che non smetteresti mai di ascoltare. Il resto (che non è poco) lo fanno i protagonisti, in stato di grazia: se De Niro (il padre allibratore  di Pat) fa le facce, Bradley Cooper («Una notte da leoni») dimostra una versatilità da star. Anche se chi fa la differenza, a 23 anni ancora da compiere e un Oscar come miglior attrice appena vinto, è Jennifer Lawrence, una Ferrari in un giorno in cui girano  solo 127.
Giudizio: 4/5

IL LATO POSITIVO - Silver linings playbook
REGIA:  DAVID O. RUSSELL
 SCENEGGIATURA:  DAVID O. RUSSELL DALL'OMONIMO ROMANZO DI MATTHEW QUICK
MUSICA:  DANNY ELFMAN
INTERPRETI:   BRADLEY COOPER, JENNIFER LAWRENCE, ROBERT DE NIRO, JACKI WEAVER, CHRIS TUCKER
GENERE:   COMMEDIA DRAMMATICA
Usa 2012, colore, 2 h e 2'
DOVE:  THE SPACE BARILLA CENTER e THE SPACE CINECITY