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Provincia-Emilia

Giudice di pace: a Fidenza e dintorni si lavora per non perdere l'ufficio

11 marzo 2013, 00:21

 Annarita Cacciamani 

«La volontà di mantenere  l’ufficio del giudice di pace di Fidenza c’è. Il problema sono i costi. Stiamo lavorando per arrivare ad una soluzione, anche se non sarà facile. Il sindaco Cantini sta discutendo la questione con i Comuni che non fanno parte dell’Unione terre verdiane». 
Ad affermarlo è il presidente dell’Utv, Salvatore Iaconi Farina, interpellato sulla questione. Il decreto legislativo sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, entrato in vigore lo scorso settembre, ha decretato la chiusura di 667 uffici di giudici di pace, fra cui Fidenza, Fornovo, Langhirano e Borgotaro, di 31 tribunali, di 31 procure e di tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale, fra cui Fidenza, che chiuderà dal 13 settembre prossimo. 
Per quanto riguarda i giudici di pace, la legge dà ai comuni, anche in forma consorziata, la possibilità di mantenere le sedi a proprie spese. 
Nei giorni scorsi, quindi, il ministero della Giustizia ha pubblicato sul «Bollettino ufficiale del Ministero della Giustizia», le «istruzioni per il mantenimento degli uffici con oneri a carico degli enti locali». I comuni dovranno presentare la propria istanza al Ministero, che deciderà se accettarla, entro il 29 aprile.
 «Gli enti locali dovranno farsi integralmente carico di tutte le spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia, restando a carico dell’amministrazione della giustizia unicamente i compensi dovuti ai magistrati onorari e le spese per la formazione iniziale del personale amministrativo fornito dall’ente locale» chiarisce il ministero. 
Attualmente fanno a capo all’ufficio fidentino del giudice di pace, ospitato all’interno di palazzo Porcellini in piazza Garibaldi, 6 dei 15 comuni che fanno parte del distretto giudiziario di Fidenza. 
Una possibile soluzione, che, già a maggio, in una lettera al ministro della Giustizia Paola Severino, il sindaco Cantini e il precedente presidente dell’Utv Giorgio Quarantelli avevano ipotizzato, sarebbe quella di estendere di estendere la competenza dell’ufficio a tutti e 15 i comuni del distretto giudiziario per un bacino di utenza di oltre 100 mila abitanti. 
Per la sezione distaccata del tribunale, che continua a lavorare a pieno ritmo, non sembra invece esserci nessuna possibilità di salvezza. 
Sull’intera revisione delle circoscrizioni giudiziarie approvata dal Governo dovrà però pronunciarsi la Corte costituzionale: la prima udienza sulla questione di legittimità sollevata, con più ricorsi, dall’avvocatura e da vari enti locali, è stata fissata per l’8 ottobre.