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Il vino

Il Carignano del Sulcis ha tutti i profumi della calda Sardegna

10 marzo 2013, 18:41

Andrea Grignaffini

La Sardegna enoica possiede un importante patrimonio vitivinicolo che si sta affermando soprattutto per merito dei vitigni autoctoni storici come il Carignano. La storia del Carignano parte da lontano nel tempo essendo il vitigno a bacca rossa più diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo occidentale, nel XII secolo approda in Spagna, più precisamente nell’aragonese, trovando un terreno particolarmente vocato alla sua coltivazione, prendendo il nome di Carinena e Mazuela. Da qui si espande poi in Francia, nel distretto del Languedoc-Roussillon, dove è conosciuto con il nome di Carignane Noire, diventandone la varietà più coltivata. Dalla Francia passa in Corsica per arrivare nel XIV e XV secolo in Sardegna, allora sotto il dominio degli aragonesi dove troverà terreno fertile sull’isola di Sant’Antioco passando poi anche sulle aree costiere del Sulcis, in particolare nella zona di Calasetta, dove venivano allevate le viti di Carignano le cui uve ancora oggi conservano il nome di Axina de Spagna o Uva di Spagna. Ma esiste anche un’altra versione sull’arrivo del Carignano sull’isola, si parla dei Fenici, approdati sulle coste della Sardegna e sull’isola di Sant’Antioco, introducendo la vite sulle aree costiere, come testimoniano tracce dei reperti archeologici dell’epoca (brocche, coppe e anfore). Il Carignano è un vitigno forte, vigoroso, resistente ai forti venti salmastri e alla filossera in quanto è allevato su terreni sabbiosi, tanto da ottenere la Doc come vino Carignano del Sulcis. Passando alla morfologia del grappolo esso si presenta di medie dimensioni, dalla forma piramidale, alato, compatto o semi-compatto. L’acino è di media grandezza, ha forma ovoidale, buccia spessa, pruinosa, di colore blu scuro.
La vendemmia si effettua a metà settembre. Il vino è alcolico, strutturato, ricco di frutto, con una componente tannica molto fine ed elegante. Ora un breve viaggio tra le etichette del Carignano. Iniziamo dalla Cantina Calasetta con il Carignano del Sulcis Piedefranco 2010, un vino dai ricchi profumi di piccoli frutti scuri maturi e di macchia mediterranea. Al palato dimostra una struttura ampia e delicata, supportata da tannini equilibrati (C). Ancora nell’isola di Sant’Antioco l’azienda Sardus Pater presenta il Carignano del Sulcis Is Arenas Riserva 2008, nel bicchiere è rosso rubino brillante, al naso un surplus di profumi isolani, floreali, fruttati, macchia mediterranea e spezie. In bocca è fresco, sapido, equilibrato (C). Sulle coste del Sulcis l’azienda 6Mura produce il Carignano Del Sulcis Giba 2010, un vino ricco di aromi di macchia mediterranea e frutta rossa. Il sorso è sapido, dinamico con finale lungo e persistente (B). Ecco l’Is Solinas 2010 di Argiolas, un rosso profumatissimo, dal gusto fruttato, ampio e dinamico (C). Chiudiamo con il Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2oo8 della Cantina Santadi. Colore rosso rubino con screziature violacee, un vino di grande charme e grazia, all’olfatto presenta una vasta gamma aromatica tipica del vitigno, piante, erbe, frutta, fiori, e cenni speziati. Al gusto è ampio, avvolgente, corposo (E). 
 

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