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Il ristorante di Chichibìo

Mulino, piccolo e romantico custode del gusto

10 marzo 2013, 17:18

Piccolo e romantico ristorante con una nuova gestione e giovani chef (ce lo dice il sito web che tuttavia non mette la lista dei piatti, relativi prezzi e, soprattutto, orari e giorno di chiusura. E, tuttavia, queste sono cose che servono e interessano ai potenziali clienti e inoltre un’informazione il più possibile completa, e ovviamente buon cibo, sono sempre la miglior carta da visita di un locale). Un vecchio mulino, l’acqua che scorre sotto la vetrata, sassi e mattoni stuccati, travi di legno, pavimento in cotto, sedie impagliate, ambiente raccolto: si arriva dalla stradina che costeggia il canale, poi il parcheggio ghiaiato, il piccolo giardino, il portico per le cene d’estate. Servizio femminile, sorridente, gentile, lento -un po' troppo. Carta dei vini di buon spessore, con bottiglie interessanti e inconsuete, segno di passione e competenza; servizio del vino anche a bicchiere e sacchetto per portare a casa la bottiglia non interamente consumata.
La cucina, i piatti Linea di carne (più sostanziosa) e di pesce in ogni sezione del menu, preparazioni d’ispirazione moderna e riproposizione di piatti con radici nella tradizione locale: attenzione alle materie prime di stagione e alla leggerezza complessiva, uso di verdure e di spezie. Si comincia col tagliere dei salumi e una morbida focaccia: prosciutto crudo e cotto, coppa, salame ben stagionati e ciccioli croccanti; carciofo ripieno di carciofo su un letto di spinaci; un piatto caldo di mare con cozze, polpo e carciofi: piatti discreti, questi ultimi, entrambi un po' sapidi. Altri antipasti (8-11 euro): tartara di manzo, pesto di cavallo, cotiche e fagioli, zuppa di moscardini, impepata di cozze. La bomba di riso rivisitata è un risotto con cosce di piccione, i tortelli d’erbetta e gli anolini sono d’impostazione canonica, come da tradizione. Stile moderno nel risotto zucca e caffè e in quello con Gorgonzola, pere e balsamico. Completano i primi (9-14 euro) una delicata e appena piccante carbonara di mare e gli sgranfignoni (gnocchi) di patate fondenti e gustosi per gamberi e cime di rapa. Meno bene, ai secondi (13-17 euro), il fritto di verdure e baccalà (con tecnica tempura) che era oleoso, moscio e poco croccante e accompagnato da una ciotola di salsa agrodolce; meglio il brasato di manzo con polenta che, pur avendo carne asciutta, s'avvantaggiava d’una salsa leggera e ben tirata.  E ancora: costata e fiorentina (6 euro l’etto), bollito misto, animelle dorate, ossobuco e risotto, polpo arrosto, filetto d’orata al cartoccio.
Per finire Babà al rhum, il dolce della nonna, una tarte Tatin al cioccolato, gelati e sorbetti (5-7 euro). Insisteranno per offrirvi il nocino di casa e non vi pentirete se l’avrete accettato. Pagherete un pranzo completo di quattro portate circa 45 euro (bevande escluse); menu non esposto, coperto 3 euro, ingresso con gradini, bagni stretti.
Non mancate Carbonara di mare. Dimenticate Baccalà fritto.

 

 

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