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Il piatto forte

Se la festa è in rosa niente è più intrigante di un buon passito

10 marzo 2013, 18:42

Se la festa è in rosa niente è più intrigante di un buon passito

Idealmente legato alla donna il mondo dei passiti, anche se ormai le donne nei gusti e nella veracità d’assaggio preferiscono altri vini di tutt’altri segmenti.  Però questo pretesto può essere motivo di un viaggio tra i passiti che maggiormente ci hanno ultimamente intrigato.
Ai confini con la nostra provincia, ci soffermiamo a Rivergaro nel piacentino dove l’azienda La Stoppa produce due grandi passiti. Il Vigna del Volta 2007 IGT Passito di Malvasia, da uve Malvasia di Candia, vitigno tipico del territorio. Colore ambrato brillante, al naso sentori di agrumi canditi e albicocca; il palato è supportato da una buona acidità e da una dolcezza non stucchevole (D).
L’altra etichetta è il Buca delle Canne, un’autentica rarità (solo 400 bottiglie da cl 50), un vino botrizzato, ottenuto da uve attaccate dalla Botrytis cinerea, una muffa nobile.
Colore giallo paglierino, all’olfatto profumi di agrumi e zafferano, il sorso evidenzia un’acidità bilanciata dalle note zuccherine (E).
Sempre in zona ma a Ziano Piacentino l’azienda Il Negrese produce la Malvasia Passito 2003 Colli Piacentini Doc.
Nel bicchiere splende di un brillante colore ramato, al naso un mix di frutta a polpa gialla; il palato ha una trama dolce ma non stucchevole, fresca con retrogusto amaricante (D).
Scendendo ora nella splendida isola di Ischia presso la Tenuta Giardini Arimei dell’Arcipelago Muratori troviamo il Giardini Arimei dall’antico nome di Ischia, terra di fuoco.
Un passito secco da uve stramature interpretato secondo antica tradizione ma seguendo tecnologie moderne, un vino elegante, strutturato dalla carica olfattiva ricca di profumi di frutti tropicali, miele, frutta secca, agrumi, note speziate e fumé.
In bocca è amabile con una dolcezza suadente e un’acidità equilibrata (cl 50, D).
Spostandoci in Abruzzo nel pescarese l’azienda Zaccagnini propone un passito rosso da uve Montepulciano in purezza, il Clemàtis Passito Rosso 2007.
Nel calice si presenta di colore rosso rubino carico brillante, al naso un ampio ventaglio aromatico che spazia tra i frutti di bosco i fiori e i toni speziati, in bocca è morbido, carnoso, molto appagante e dolce (E).
Non manca una versione in bianco data dalle uve Moscato di Castiglione, il Plaisir Bianco 2011. Colore giallo oro brillante, dagli aromi fruttati, mielati, floreali.
 In bocca evidenzia un’ampia stoffa fresca e sapida (C).
Ora un salto nell’incantevole Trinacria per gustare un condensato di Sicilia, il Dolcenero dell’Azienda Agricola Bufalefi di Felice Modica. Un’idea bislacca e quasi folle produrre un passito da uve Nero d’Avola stramature.
Nel calice colore nero inchiostro quasi assoluto che esplode nella ricchezza aromatica dei frutti di bosco e della confettura di prugne.
Al palato esprime vigore, energia pur essendo appagante e delicato, esplosivo e avvolgente.
Un vino da meditazione unico e raro da centellinare (l 0,375 C).
 

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