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Parma

Intervista Gazzetta - Mario Capanna, il Sessantotto e il Movimento 5 Stelle

11 marzo 2013, 08:08

Intervista Gazzetta - Mario Capanna, il Sessantotto e il Movimento 5 Stelle

Chicco Corini

La fantasia al potere: lo slogan rimbalza dal Sessantotto e torna di moda. Ad evocarlo èstato infatti l’ideologo del Movimento 5 Stelle. Gianroberto Casaleggio, durante la consacrazione del successo dello «tsunami tour» e alla vigilia della vittoria elettorale, dal palco
di piazza San Giovanni disse: «Io parlo poco e stasera è una delle pochissime volte che mi sentirete parlare. Ricordo uno slogan del '68: la fantasia al potere. Abbiamo bisogno di fantasia, ma anche di trasparenza e onestà con cui cambieremo l'Italia ». Poi il guru 5 Stelle (intervista al «Guardian») ha fatto un’altra citazione sessantottinariprendendo il famoso «ce n'est qu'un debut»: «Ciò che sta accadendo in Italia è solo l'inizio di un cambiamento molto più radicale».

Andando a rovistare nel repertorio del ‘68 avrebbe anche potuto aggiungere: «Corri grillino, il vecchio mondo è dietro di te». Che più o meno è quello che ha detto e continua a ripetere lo stesso Beppe Grillo. «Questa è una guerra generazionale», scandisce l’ex comico genovese, e proprio un conflitto tra padri e figli, una lotta tra vecchi privilegi e nuovi diritti erano all’origine della contestazione
studentesca di 45 anni fa.

Insomma, il risultato delle elezioni politiche di fine febbraio è stato uno sconvolgente quarantotto o un nuovo Sessantotto?Rivolgiamo la domanda a Mario Capanna che di quel ‘68 se ne intende.
«Per prima cosa eviterei i paragoni con il passato e misurerei il fenomeno 5 Stelle con il futuro. Non è un Sessantotto, mancano sia le condizioni internazionali d'allora, sia quei fermenti di partecipazione democratica diretta che attraversavano ogni scuola, ogni fabbrica, ogni ufficio, ogni professione. Ma detto ciò, ritengo che il Movimento di Grillo sia un fenomeno notevolmente scardinante dell'ordine corrente delle cose. Questo spiega anche il balzo dal nulla a primo partito in Italia. Per inciso, aggiungerei una valutazione che fino ad ora in pochi hanno fatto …».

Mi dica.
«Se non ci fosse stata questa legge elettorale oscena, ma ci fosse stata la legge elettorale proporzionale (che si basa sul principio: una testa, un voto) la composizione parlamentare sarebbe stata completamente diversa. Anche le alleanze per dar vita a un governo sarebbero state diverse»..........................Articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola